Roma, 21 set – Sarebbe indagato, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, Marco Amato, comandante della nave Vos Hestia dell’Ong Save the Children, da anni attiva nel mediterraneo nell’ambito delle operazioni di soccorso ai barconi di clandestini.

Operazioni che, stando alla ricostruzione della Procura di Trapani, competente per l’inchiesta, non avrebbero avuto come unico risultato quello di salvare vite, ma al contrario avrebbero agevolato gli scafisti nel loro lucroso business. L’indagine è partita da un filone di quella che aveva portato, pochi mesi fa, al sequestro della Iuventa, imbarcazione facente capo all’Ong tedesca Jugend Rettet.

Fulcro del fascicolo, fra le altre evidenze, le dichiarazioni di Pietro Gallo, dipendente della società di sicurezza Imi Service e imbarcato a bordo della nave di Save the Children: “L’associazione presente a bordo della nave Vos Hestia pone divieto di comunicare qualsiasi sospetto di reato a forze dell’ordine e mezzi di stampa”, spiegava, illustrando il clima omertoso che, secondo i pm siciliani, avrebbe coperto l’appoggio – quantomeno implicito – ai trafficanti di esseri umani attivi fra Libia e Sicilia.

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