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Roma, 9 lug – Il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana ospite a Tg2 Post,  parla dell’inchiesta Angeli e Demonil’indagine che cerca di fare luce sul sistema degli affidi illeciti di bambini nella cittadina emiliana di Bibbiano e parla di un business economico che avrebbe delle radici “ideologiche” contro il valore della famiglia.

Fontana: “Bibbiano punta dell’iceberg”

Fontana teme che, purtroppo, il caso di Bibbiano sia solo la punta dell’iceberg nella mala gestione degli affidi e delle adozioni in Italia: Fontana imputa questo mal funzionamento al fatto che sovente i servizi sociali di comuni e regioni deleghino i propri doveri a strutture private. Il ministro rimarca come in molte occasioni il bambino non dovesse essere strappato alla sua famiglia in prima istanza. “Si tolgono bambini alle proprie famiglie per dissidi tra madri e suocere, oppure le case in cui vivono vengono definite fatiscenti quando non è la verità“, dice il ministro. E’ il caso, infatti, dei coniugi Camparini separati dalla figlia quando aveva due anni: oggi ne ha quattordici.

Fontana: “Interessi economici ed ideologici”

Fontana parla di “poca attenzione” da parte del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti e ribadisce che dietro agli affidi c’è un business che frutta alle strutture ospitanti tra i 100 e i 400 euro al mese per circa un miliardo di euro all’anno date a queste cooperative. Il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano dichiara: “Nel dopoguerra abbiamo avuto famiglie poverissime con i giusti riferimenti etici e morali. Quante persone di successo conosciamo che vengono da famiglie povere? Il benessere consumistico di una famiglia non corrisponde alla sua capacità educativa”. Anche secondo Fontana dietro l’attuale impostazione del sistema degli affidi ci sono oltre che interessi economici quelli che lui definisce “interessi ideologici” da parte di chi “crede che la famiglia non conti niente“. Fontana ribadisce di aver portato avanti una legge contro il conflitto di interessi nel sistema degli affidi e delle adozioni, come quello ad esempio che porta alcuni giudici del tribunale dei Minori a essere titolari di case famiglia.

Ilaria Paoletti

2 Commenti

  1. Sarei curioso di sapere, a quante famiglie di ” diversamente italiani ” siano stati sottratti i pargoli. La scusa della povertà sicuramente vale per gli autoctoni, ai quali nulla viene perdonato, mentre sono quasi certo che mai si permetterebbero di togliere i figli ai poveri, ma “ricchi di principi morali “, extracomunitari. Ve l’immaginate gli assistenti sociali che sottraggono i figli a una famiglia d’islamici praticanti? Giammai! questi correrebbero subito in comune stracciandosi le vesti, e le amministrazioni di sinistra correrebbero prontamente ai ripari, basta vedere quanti infanti vengano lasciati crescere nei campi Rom. Molto più facile attuare i loro crimini predatori, con tossicodipendenti e nuclei famigliari indigeni, che magari hanno commesso il delitto di bisticciare, tanto i nostri connazionali l’avvocato se lo debbono pagare, quindi hanno la certezza che molti non se lo possano permettere, non come gli allogeni che hanno il patrocinio gratuito. Questi vigliacchi di sinistra hanno preso in gestione anche questa struttura e, come ben documentato dal Primato Nazionale, in alcuni casi non hanno neppure la qualità morale per gestire certe situazioni; lesbiche e omosessuali sono dei pervertiti a cui non lascerei gestire neppure un ricovero per animali, figuriamoci dirimere questioni riguardanti i fanciulli.

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