Roma, 13 mag – Confesso di aver provato una certa sorpresa ieri sera nel guardare il servizio de Le Iene sulla vicenda dell’esclusione di Altaforte dal Salone del libro di Torino. Non tanto per il racconto della vicenda relativa alla censura del libro Io sono Matteo Salvini, quanto per la ricostruzione che il servizio di Filippo Roma ha fatto degli scontri di piazza Navona dell’autunno 2008. Mai da parte di un media mainstream il racconto era stato così vicino alla realtà dei fatti, considerando che ancora oggi i vari Berizzi, Mentana e compagnia, danno per buone le fake news che all’epoca vennero inventate di sana pianta da un altro giornalista di Repubblica, Curzio Maltese, che negò l’aggressione degli antifascisti ai danni del Blocco Studentesco ribaltando completamente la realtà.

Un’onesta ricostruzione dei fatti di piazza Navona

Filippo Roma (o chi per lui) sembra invece aver quantomeno visto il documentario che ricostruisce in modo completo la dinamica dei fatti. “Francesco Polacchi protesta contro chi vuole cacciarlo dal Salone del libro, così come protestava anche 11 anni fa contro chi voleva cacciarlo dalla manifestazione contro la riforma della scuola quando faceva parte del Blocco Studentesco”. Filippo Roma, che non può nominare CasaPound (di cui il Blocco Studentesco è il braccio nelle scuole e nelle università) per motivi di par condicio, spiega: “E’ il 29 ottobre 2008, dopo un lungo corteo pacifico per le vie della città si trovano da un lato i giovani dei collettivi studenteschi di sinistra (e dei centri sociali e di Rifondazione Comunista, ndr), e dall’altro, in netta minoranza, gli studenti del Blocco Studentesco”. 

Continua il servizio: “La tensione inizia a salire quando gli studenti di sinistra avanzano verso quelli di destra urlando i loro slogan perché non vogliono dividere la piazza con loro“. Come mostrano le immagini gli antifascisti urlano “camerata basco nero il tuo posto è al cimitero”. Come spiega Filippo Roma il Blocco Studentesco “si schiera a difesa del proprio autocarro”, quando “lo schieramento dei centri sociali avanza e all’improvviso parte il lancio di oggetti nei confronti dei ragazzi di destra. Polacchi e i suoi provano a difendere le posizioni, volano sedie e mazzate. Gli scontri si fanno più duri e iniziano dei veri corpo a corpo, uno degli incappucciati dei centri sociali brandisce una spranga di ferro. Uno studente di destra viene accerchiato da tre avversari di sinistra”.

L’obiettivo del servizio era Salvini

Perché una ricostruzione dei fatti così onesta? Perché probabilmente non era la dinamica dei fatti di piazza Navona l’obiettivo del servizio delle Iene, ma quello di mostrare Francesco Polacchi, editore di Altaforte e “amico” di Salvini, come una persona pronta alla “violenza” pur di difendere le proprie ragioni. “Anche quella volta come oggi viene cacciato via, anche se allora era armato di una mazza tricolore, mentre adesso doveva semplicemente esporre dei libri in vendita”. Le Iene inoltre prendono posizione contro la censura subita da Altaforte citando Zagrebelsky, che intervenendo sul caso del Salone del libro aveva difeso il principio della libertà d’espressione, anche il diritto a definirsi fascisti.

L’obiettivo del servizio delle Iene era dunque Salvini: una volta definito il profilo di Francesco Polacchi, mostrando piazza Navona e ritirando fuori le dichiarazioni sul ventennio, Filippo Roma è andato da Salvini (servizio pubblicato solo online dalle Iene per motivi di par condicio) a incalzarlo su apologia di fascismo e sui fatti di Casal Bruciato, chiedendogli se non fosse imbarazzato che il suo libro-intervista fosse stato pubblicato da Altaforte. Il ministro dell’Interno non ha preso le distanze, spiegando come la censura sia sempre sbagliata. Una risposta che non ha lasciato soddisfatto Filippo Roma.

Davide Di Stefano

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