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guerra terrorismoRoma, 18 lug – Secondo il grande Aristotele, apatia e tolleranza sono le ultime virtù di una società morente, e la recrudescenza della barbarie salafita sembra dimostrarcelo ogni giorno di più. Che il motivo dell’ennesima strage sia di natura politico-religiosa è scontato, e non è nemmeno interessante come abbiamo detto più volte sapere se lo stragista è stato manipolato da qualcuno. Può anche essere, ma il problema è a monte. Anche le Brigate Rosse erano ampiamente infiltrate da servizi stranieri, ma esse stesse si erano rese manipolabili aderendo ad una visione del mondo escatologica, messianica e millenarista che, accecando la razionalità, rende fanatici e quindi plasmabili a piacere da chi abbia mezzi e competenze. Siamo in guerra e una guerra non può essere vinta se non si controlla prima il fronte interno. Detto altrimenti: noi perderemo questa guerra fino a che non ci decideremo a fare pulizia in casa nostra, e questo richiede individuare perfettamente i nemici interni che lavorano alla nostra distruzione.

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Il primo e più potente nemico è la Chiesa Cattolica Romana. Esiste una folta schiera di imbecilli noti come “tradizionalisti cattolici” che ritengono che essa sia cambiata in tempi recenti, magari addirittura solo dall’elezione del gesuita argentino al soglio di Pietro, ma questo vuol semplicemente dire consolarsi ignorando la Storia. La Chiesa è schierata contro l’Italia e gli Italiani da sempre, almeno da quando chiamò Pipino il breve e poi quella disgrazia di Carlo magno per risolvere le sue beghe territoriali, condannandoci all’irrilevanza politica fino al Risorgimento glorioso, che purtroppo non si è concluso come auspicato dal generale Garibaldi: “Nazione armata, tassa unica, preti alla vanga”.

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Il secondo nemico è l’intellighenzia progressista che monopolizza l’informazione, la quale a sua volta è controllata da pochi gruppi di potere. In generale il progressismo è una patologia mentale certificata che comporta il disprezzo per il popolo di appartenenza, di cui non si riesce ad accettare il carattere simbolico, l’identità e lo spirito solidale e comunitario. Per rendersene conto, basta leggere alcuni dei commenti a caldo dopo il referendum britannico da parte della stampa paludata di sinistra, schierata come un sol uomo contro i “vecchi nostalgici e parassitari”. Basti ad esempio l’alfiere del fancazzismo radical-chic italico, quel Philippe Daverio mai laureato e mai lavoratore che sulla sua pagina facebook si lamenta che “Nell’Inghilterra colta la voglia d’Europa si è confermata, in quella dove gli anziani e le anziane sdentati preferiscono una cassa di birra alla cura dal dentista, l’Europa perde”. Oppure il sempreverde L’espresso che si lagna delle “certezze” (essenzialmente sociali e lavorative) dei vecchi maledetti, contrapposti in perfetto stile Zalone ai giovani che invece sono così “global”. Pensiamo al deus ex Machina dell’Eco del Manettaro (alias Il Fatto Quotidiano) che mostra odio per la propria generazione fino alla proposta esplicita di revocare il voto a chi non lo usa saggiamente. Capito come? Ci hanno sfrangato le gonadi per decenni con il fascismo come pericolo per la democrazia e poi viene fuori che il pericolo è…la democrazia medesima? Se non fossimo già convinti di questo diremmo che i progressisti sono da Trattamento Sanitario Obbligatorio.

Il terzo nemico è rappresentato da quelle che Gianfranco la Grassa chiama Grande Finanza e Industria Decotta (GF&ID), ovvero da coloro che sostanzialmente fungono da quinta colonna americana nel nostro paese e determinano le agende governative almeno dalla caduta di Craxi, ultimo patriota, in poi.

L’ultimo nemico è quello che vediamo allo specchio. Quell’italiano assuefatto all’orrore ed alla disperazione, all’ingiustizia ed alla precarietà esistenziale, che introietta inconsciamente l’universo valoriale dei suoi diretti nemici, e persino il loro linguaggio, perdendo così la possibilità di interpretare la realtà con categorie proprie. Tutte le volte che usiamo parole come “migrante”, “femminicidio” o “gay” siamo il nostro stesso nemico. Siamo quello da combattere, siamo il cancro da espungere. Per questo la battaglia sarà lunghissima e difficile. Il nemico non è il nostro Tyler Durden personale, al contrario. È la soluzione.

Matteo Rovatti

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10 Commenti

  1. Concordo: la consapevolezza comincia dal linguaggio.
    N.1) innanzitutto eliminare l’uso di qualsiasi lingua straniera nel nostro territorio (ovviamente una in particolare che la fa da padrona): se il nemico è troppo forte basta semplicemente spegnerlo!
    N.2) eliminare tutti i termini che edulcorano la realtà.
    Giusta l’analisi delle cause, ma l’azione comincia (Aristotele docet) da ciò che è più prossimo a noi, cioè noi stessi o l’ultimo punto segnalato dall’articolo.

  2. Da questo articolo delirante si evince solo quanto il caldo abbia fatto ritorno sulla penisola, con effetti devastanti….

    • Delirante? Sì, certo; perché come si suol dire, “mette il dito sulla piaga”, non è vero? E’ molto meglio sentirsi “solidali” con l’ sms di beneficenza ed i gessetti colorati, non è vero?

      • Concordo, un articolo delirante, secondo l’autore la minaccia maggiore all’unità italiana è stata la Chiesa? La minaccia a un’Italietta sempre divisa dall’utile “particulare” a partire dai ducetti longobardi, ai comuni, ai conti, alle repubblichette di quartiere? Non mi pare che fosse la Chiesa a opporsi allo Zollverein italiano prima di quella farsa di “Risorgimento glorioso” di cui blatera l’autore dell’articoletto. Risorgimento…una guerra civile tra italiani stessi, una operazione di una elite che vendette pure pezzi di Italia alle potenze straniere, vedi Nizza, con buona pace di Garibaldi…

  3. Poraccio Raffaele sicuro smanettone di social e multiculturalismo, quando sarà casa tua o tua sorella o il tuo vicino ad essere vittima delle boldriniane risorse, vedremo se sarà il caldo a darti noia. Nel frattempo ottimo articolo che come al solito, senza peli sulla lingua, individua i traditori del Popolo italiano ed i venduti.
    “Stringiamoci a coorte siamo pronti alla morte” questo sia il nostro motto altro che le revisioni del minchione di Rignano e delle sue lobby di potere straniere.
    È ora di riprendere il controllo della nostra Patria. Con le buone o purtroppo, con le cattive.

  4. La chiesa cattolica è senza dubbio stata ED E’ la sciagura più tremenda che l’Italia deve sopportare dal 313 ev, concordo con l’autore dell’articolo, non bisogna avere nulla a che fare coi cattolici, siano essi tradizionalisti o bergogliani anche perché i tradizionalisti son due gatti e gli altri tutti bergogliani, il cattolicesimo è il nemico.

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