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61fe1ed2bcb88cc8d396e87788dc150bRoma, 18 mag – Una nuova, folle, inquietante moda sta prendendo sempre più piede in Europa e nel mondo, andando a nutrire le già molteplici stupide mode che vedono protagoniste persone disposte a tutto pur di far correre la propria vita lungo la lama di un rasoio. Se non bastasse una delle ultime trovate tra i giovanissimi, quella ovvero di fermarsi lungo i binari della ferrovia e scattarsi un selfie con un treno in arrivo a velocità sparata a pochi metri di distanza, ora tutto si sposta sul piano sessuale. Arriva direttamente dalla Serbia e per ora è praticata prevalentemente dai ceti medio-alti della popolazione. Si tratta di una sorta di roulette russa: i partecipanti ci sono, molti, ma al posto di una pistola c’è un soggetto affetto da Hiv. Tutto è impostato come un party sessuale, una vera e propria orgia. I partecipanti sono consapevoli tra di loro si nasconde il sieropositivo ma, appunto, nessuno sa chi è e guai a rivelarlo. Scopo del “gioco” infatti, è il brivido del rischio. Come una vera roulette russa, tutti sanno esserci in canna un colpo che può essere fatale, ma dove questo si trovi, è un mistero. La posta in gioco è alta. Ci si affida alla fortuna e tanti auguri.



Se ti va bene sei salvo, se ti va male sei potenzialmente a rischio contagio. Pericolo ancor maggiore, la persona infettata scoprirà di esserlo solo dopo sei mesi tramite gli appositi controlli mediante prelievo del sangue. Nel mentre, in questi 90 giorni, la persona infetta sebbene inconsapevole di essere malata si trasforma in untore spargendo il virus a destra e a manca se va con più partner sessuali e senza prendere le dovute precauzioni. In Serbia dove è nata, questa moda si è diffusa rapidamente soprattutto nell’ambiente gay per poi trasferirsi, in modo sempre più prepotente, anche nel mondo eterosessuale. Una moda che rilancia un tema difficile a livello mondiale, quello della sieropositività e, nei casi più gravi con la malattia non tenuta sotto controllo, anche dell’Aids che nulla è se non l’ultimo stadio della malattia che porta inevitabilmente alla morte. Nonostante la ricerca stia cercando in vano di debellare il virus o quantomeno di prevenire il contagio e conseguente proliferazione, c’è chi invece si mostra indifferente e pronto a rischiare la propria salute che viene messa su un tavolo come fosse una fish di poco valore da giocare a blackjack: se mi va bene vinco, se mi va male perdo.

Black Brain

Tanti fanno affidamento sulla medicina, e sebbene è vero oggi l’Hiv non è più mortale (tranne nei casi in cui si tramuta in Aids ripetiamo), dall’altra lo stesso virus viene tenuto sotto controllo attraverso pesantissimi cocktail farmaceutici che il più delle volte non fanno altro che peggiorare le condizioni di vita del malato. Un prezzo enorme da pagare per un folle gioco faccia a faccia con la sorte. In Italia attualmente sono 120mila le persone affette da Hiv, a queste si aggiungono ogni anno quattromila nuovi casi. Uno ogni due ore. I più colpiti sono i giovani tra i 25 ed i 29 anni. Tra le regioni italiane più colpite spicca la Lombardia con 20mila persone sieropositive. Dietro a lei seguono Lazio, Emilia Romagna e Liguria. Al momento è ignoto se anche in Italia sia arrivata questa folle moda, questo folle gioco. In realtà sono errati entrambe i termini. Quel che è certo, non può essere definita né moda, né gioco, il puro e semplice disprezzo per la propria vita.

Lorenzo Molinari

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