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Berlino, 27 ago – Tutto sommato in Italia non possiamo lamentarci: la ribellione dei giocatori, guidata dal Papu Gomez e Daniele De Rossi, è in opposizione alla scialba fascia da capitano “standard” imposta dalla Lega Serie A. Brutta sì, ma almeno per il momento “neutrale”. In Germania ovviamente se la passano peggio, là il pensiero unico è galoppante e succede così che ti ritrovi a dover indossare una fascia arcobaleno. Manco la Bundesliga fosse diventata il gay pride. Se non lo fai, o esprimi un dissenso, ovviamente vieni tacciato di omofobia. E’ il caso di Josip Brekalo, 20enne croato in forza al Wolfsburg, che si è opposto in maniera netta e inequivocabile all’iniziativa del suo club.
Per tutta la durata del campionato, il capitano dei “lupi” manderà un messaggio “di uguaglianza” indossando la fascia arcobaleno. “Noi calciatori spesso veniamo presi a esempio. Con la fascia vogliamo dimostrare che nel nostro stadio sono tutti ben accetti”, ha spiegato il capitano Josuha Guilavogui. “Non ci importa il colore della palle o il sesso dei nostri tifosi, non ci importa di chi sono innamorati o se hanno handicap fisici. Il calcio è di tutti. Per questo l’intera squadra condivide l’iniziativa del club”. Per fortuna c’è chi dice no e non si piega in maniera supina ai dettami del politicamente corretto come Josip Brekalo, il quale è finito sul banco degli imputati per aver messo mi piace ad alcuni commenti dei tifosi contro l’iniziativa del club.
Alla richiesta di spiegazioni il giovane calciatore croato ha risposto così: “Non posso condividere questa iniziativa al 100% perché va contro le mie convinzioni di cristiano. Ho un credo molto forte perché sono stato educato nel rispetto di certi valori. Se qualcuno vuole vivere la sua vita in maniera diversa non è un problema, perché sono fatti suoi e io non sono nessuno per giudicare. Detto questo però non mi va di indossare un simbolo che difenda l’impostazione di vita di altre persone. Non penso di dover indossare la fascia”. Parole misurate e ponderate, che liberamente esprimono una forma di dissenso. Sarebbe così in un mondo normale, oggi ovviamente per tutti Brekalo è “l’omofobo”.
Davide Romano

2 Commenti

  1. Un bravo a questo calciatore. Vogliono (prima) evidenziare e (dopo) criminalizzare chi non si adegua a certe mode culturali. Occorre reagire a tutti livelli, non si può essere perseguitati perché pensiamo che l’omosessualità sia una patologia (o qualsiasi altra cosa, riguardante l’omosessualità ma anche diverse tematiche). Bisogna capire che è in corso una battaglia di libertà, e il nemico è subdolo perché non ti riconosce come tale, cioè come avversario leale, ma ti giudica a priori ignorante o delinquente.

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