Roma, 22 lug – Abbiamo assistito al fallimento delle manifestazioni “spontanee” pro Draghi, organizzate molto spontaneamente da Azione di Carlo Calenda, Italia Viva e Più Europa. Abbiamo constatato l’emergere del culto della personalità che fa tanto Corea del Nord. Abbiamo visto decine di sigle scrivere appelli per far rimanere il “migliore” a Palazzo Chigi, dalla Confcommercio all’associazione degli autospurghi reti fognarie, passando per i senzatetto. Abbiamo anche notato l’immagine pubblicata da Maria Elena Boschi sui social network che la ritrae con un bimbo, il quale mostra un cartello in sostegno a Draghi.

L’interpellanza urgente della Boschi

Il 5 luglio scorso, la stessa Maria Elena Boschi del selfie con il bimbo, scattato il 18 luglio in piazza San Silvestro a Roma, ha depositato una interpellanza urgente, all’attenzione del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, per chiedere conto di quanto accaduto a Canosa, in Puglia, dove una maestra avrebbe portato i suoi alunni nella stessa piazza in cui si svolgeva un comizio elettorale di Giuseppe Conte.

“È sconcertante che si utilizzi la scuola a fini elettorali e si strumentalizzino dei piccoli alunni. Chiediamo che sia fatta chiarezza su quanto accaduto e che siano mandati degli ispettori per individuare le responsabilità”, aveva dichiarato la Boschi. La deputata di Italia Viva aveva pure tuonato: “Vicenda sconcertante, sia fatta chiarezza e siano mandati gli ispettori per individuare responsabilità”. A questo punto, è lecito chiedersi: solo una parte politica può “strumentalizzare” i bambini durante una manifestazione politica di piazza? Probabilmente, la filastrocca dedicata a Draghi è “migliore” rispetto ai “palloncini contenenti pensierini contro la guerra”.

Francesca Totolo

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