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Livorno, 21 set – Il governo Lega-M5S, che si appresta a varare il decreto immigrazione con il giro di vite sui rimpatri e i richiedenti asilo, si ritrova per le mani una nuova “patata bollente”, che potrebbe incrinare la maggioranza. Si tratta del “mini Ius soli” del Comune di Livorno, concesso ai bambini nati in città da genitori stranieri. Sì perché tra 5 Stelle e Lega – già ai ferri corti su vari fronti della politica nazionale – è in atto uno scontro durissimo a livello locale.
Questi i fatti. Mercoledì il Consiglio comunale ha approvato una mozione che prevede il conferimento della cittadinanza onoraria ai bambini nati a Livorno da genitori stranieri: il documento è stato presentato dalla consigliera comunale di sinistra Giovanna Cepparello (Futuro) ed è stato approvato da tutto il Consiglio, ad eccezione di Elisa Amato di Forza Italia che ha votato contro. I 5 Stelle hanno votato sì scatenando le ire della Lega (che non siede in Consiglio), che parla di “medaglie di cartone elargite da una sinistra incapace di interpretare e capire le vere esigenze della persona”.
La mozione stabilisce anche la data della cerimonia pubblica, il 20 novembre, in cui il sindaco di Livorno, il pentastellato Filippo Nogarin, concederà la cittadinanza onoraria a tutti i bambini nati da genitori stranieri.
Il coordinatore dei giovani della Lega livornese Luca Tacchi accusa l’amministrazione Nogarin di aver “inflazionato e ridotto al ridicolo un istituto fatto per premiare le eccellenze” (ossia la cittadinanza onoraria) e accusa i 5 Stelle locali, tacciandoli di essere come “una sinistra totalitaria e retorica che sbandiera diritti solo per i prepotenti figli del mercatismo sociale e di cui la nostra triste amministrazione comunale è espressione: provvedimenti ridicoli, che piallano verso il basso la società e che saranno subito rivisti quando governeremo la città”. Ad attaccare Nogarin anche Lorenzo Gasperini, ex candidato al collegio uninominale della Lega (28% dei voti alle politiche): “Quello di ieri è un atto che dal punto di vista giuridico non ha alcun valore. Se il Comune vuole davvero fare qualcosa per i più deboli, si occupasse dell’aiuto alle ragazze in maternità o della sicurezza in città: invece dei problemi reali, il Comune si prova solo a lavare la coscienza occupandosi di queste cose ideologiche. A Livorno si vuole dare l’impressione che l’amministrazione comunale rappresenti una forza d’opposizione rispetto al governo nazionale. Magari è così, ma allora si dica che Nogarin è uscito dal M5S“. Un invito a Di Maio a prendere le distanze dal sindaco livornese, insomma.
A Livorno leghisti e pentastellati si sono già scontrati: a giugno il sindaco Nogarin (in passato vicino al Pd) aveva aspramente criticato il ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, per le sue posizioni anti-unioni civili e poi aveva pubblicato un post – che poi ha rimosso – in cui dichiarava di voler aprire il porto di Livorno agli immigrati della nave Ong Aquarius andando contro la linea del governo.
Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. non so a voi, ma a me sembra abbastanza discriminatorio e quindi RAZZISTA ritenere qualcuno migliore di un altro solo in base alla propria origine etnica; quindi questo Barpapapà conferendo una cittadinanza ONORARIA decreta (pur con un diplomino farlocco) che se sei straniero sei a prescindere migliore di un Italiano,complimenti.
    spero almeno che tal Nogarini abbia partecipato a quella pagliacciata dello “sciopero della fame a staffetta” pro ius soli indetto dalla sinistra qualche mese fa,non tanto per l’azione politica miseramente fallita,ma almeno per quella ponderale.

  2. La cittadinanza onoraria si da per meriti speciali. Darla a dei bambini e solo ai figli degli stranieri è stravolgere lo spirito di questa istituzione, abusarne, è discriminatorio e intellettualmente disonesto, della serie “fatta la legge, trovato l’inganno”. I compagni imperiali, pardon, globali, travestiti da agnellini, continuano a provarci. Non lo so come andrà alle prossime elezioni, perché l’arroganza di prendere per i fodelli la gente, considerando il popolo come un gregge ha un limite. Siamo stupidi, va bene, ma fino a un certo punto.

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