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Trieste, 21 set – Il corteo nazionale di CasaPound Italia per celebrare il centenario della Vittoria nella prima guerra mondiale, in programma il prossimo 3 novembre a Trieste, ha scatenato numerose polemiche. Ma se le proteste di Anpi, Pd e sinistra varia erano ampiamente prevedibili, più scalpore ha destato la presa di posizione del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, il leghista Masimiliano Fedriga, che in un primo momento sembrava essersi appiattito su posizioni “piddine”: “A me preoccupa negare dei valori e i valori che sono rappresentati da chi ha lottato per la libertà” aveva detto, sventolando anche lui il feticcio della “resistenza”.
Ma rispondendo sul profilo Twitter de Il Primato Nazionale ha poi precisato: “Mai detto che voglio vietare manifestazione. Anzi: sono profondamente contrario a vietare manifestazioni politiche da qualsiasi parte provengano. Solo uno stato illiberale vieta manifestazioni (ovviamente si parla di manifestazioni pacifiche che rispettano le regole)”.
Insomma Fedriga sostiene la legittimità del corteo di CasaPound, ma contestualmente ci tiene a ribadire il suo antifascismo: “A me non preoccupa una sfilata, a me preoccupa negare dei valori e i valori che sono rappresentati da chi ha lottato per la libertà”, aveva detto già ieri, aggiungendo: “Noi non dobbiamo mai dimenticare che ci sono dei paletti che non si possono superare perché vorrebbe dire mettere a rischio quella battaglia che ha visto morti e famiglie devastate per follie che fortunatamente non ci sono più”.
Parole non molto distanti da quelle dell’ex presidente Pd sotto il profilo culturale e politico. L’unica differenza, non marginale comunque, risiede nel non voler vietare il corteo in quanto considerata una misura “illiberale”. “Auspico che i rappresentanti delle Istituzioni democratiche sapranno e vorranno isolare chi incarna ideali di “terra e sangue”. Gravissimo sarebbe se arrivasse loro il segnale che Trieste e il Friuli Venezia Giulia sono terre ospitali verso i neofascisti”, aveva detto Debora Serracchiani del Pd.
Davide Romano