Milano, 8 set — Attimi di puro terrore quelli vissuti da una 35enne assalita e violentata da un pluripregiudicato immigrato marocchino in pieno centro a Monza. L’ennesimo episodio di «ordinaria integrazione» ha avuto luogo lunedì nella centralissima via Pavoni, verso mezzogiorno. L’immigrato ha sorpreso la propria vittima afferrandola con violenza alla gola e schiacciandola con il peso del proprio corpo contro una ringhiera, mentre la palpeggiava furiosamente nelle parti intime con l’altra mano, sussurrandole frasi nel proprio idioma.

Marocchino violenta 35enne a Monza

«Quando mi ha assalita stavo parlando tranquillamente al telefono con un’amica: non ho avuto tempo di pensare, ma solo di agire, ho tentato il tutto per tutto in quelle condizioni», è la testimonianza recata dalla donna ai membri delle «Volanti» dell’Ufficio prevenzione generale della questura di Monza arrivati a soccorrerla e salvarla dalle laide attenzioni del marocchino. La 35enne è stata accompagnata in ospedale in forte stato di choc. La prognosi è di 15 giorni a causa della contusione di una caviglia.

La cattura 

Sono state le urla della donna ad attirare l’attenzione di alcuni passanti che tempestivamente hanno allertato le forze dell’ordine, le quali stazionavano a breve distanza dal luogo dell’aggressione, nei pressi della stazione ferroviaria. Il loro arrivo ha fatto desistere il marocchino dal proprio intento: l’immigrato ha tentato infatti di dileguarsi dandosela a gambe, ma è stato bloccato dagli agenti una cinquantina di metri più avanti. Prima di tentare la fuga, il nordafricano avrebbe pronunciato la frase-sfregio rivolta alla propria vittima: «Vai, torna dai tuoi poliziotti di m…».

Numerosi precedenti

Dagli accertamenti eseguiti negli uffici della questura è emerso che il marocchino era un volto noto alle forze dell’ordine: l’immigrato può vantare numerosi precedenti per spaccio di stupefacenti e reati contro il patrimonio e la persona.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

  1. Perché questi reati non glieli facciamo fare nel suo paese evidentemente di m., vista la quantità incredibile di stronzi che ne fuoriescono, salvo che abbiano problemi fognari e allora se ci pagano glieli risolviamo sturando alla vecchia maniera. Maniera assolutamente pre-fascista (nera, bruna o rossa che sia), ci mancherebbe altro…

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