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Roma, 26 feb – Giulio Rapetti in arte Mogol è il presidente della Siae (Società Italiana degli Autori ed Editori) e quindi a buon diritto ha pensato di dire la sua sulla proposta di legge del deputato della Lega Alessandro Morelli ovvero quella di “riservare” un terzo della programmazione radiofonica alla musica prodotta ed interpretata da artisti italiani. E lo ha fatto scrivendo una lettera a tutti gli associati Siae chiedendo esplicitamente di supportare la proposta del leghista (anche direttore di Radio Padania).

Promuovere la musica italiana

“L’argomento è ampio e complesso – scrive Mogol – ed è stato già affrontato in passato con diverse proposte, tra cui quella avanzata dalla Fimi nel febbraio 2016 che chiedeva di garantire il 20% della programmazione radiofonica alle opere prime e seconde di artisti italiani e con l’intervento nel novembre 2017 dell’allora ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che in apertura della Milano Music Week parlò della possibilità di prevedere quote di obbligatorietà di trasmissione della musica italiana grazie ad alcune norme introdotte nella nuova Legge dello spettacolo”.

La questione dei diritti d’autore

“In base ai nostri dati medi di ripartizione dei diritti d’autore, relativi al periodo 2010-2017, su dieci stazioni radiofoniche soltanto quattro rispetterebbero la soglia del 33% della proposta di legge dell’onorevole Morelli. Tale iniziativa avrebbe dunque un impatto positivo sul mercato radiofonico italiano – sostiene il presidente della Siae –  generando maggiori introiti in diritti d’autore e in diritti connessi e contribuendo ad aumentare la quantità di musica prodotta in Italia. Come sapete, promuovere la musica italiana significa infatti sostenere l’industria culturale del nostro Paese e quindi le tante persone che ci lavorano”.

“Per questo motivo – conclude Repetti, uno dei più grandi autori della musica italiana – chiedo a tutti voi di contribuire a questa battaglia per la valorizzazione della nostra musica nelle radio. Qualsiasi vostra iniziativa sarà preziosa affinché si affermi il principio che la musica italiana fa parte del nostro patrimonio culturale e in quanto tale va valorizzata e difesa”.

Ilaria Paoletti

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1 commento

  1. La SIAE è una mafia di m***a e andrebbe smantellata. A parte che le radio oggigiorno sono inascoltabili perché propongono solo ciarpame musicale, imporre per legge la provenienza della musica fa trasmettere mi sembra una assurdità.

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