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Roma, 26 feb – A quanto pare la lezione sarda (e non era la prima) non è servita al capo politico del M5S Luigi Di Maio: all’indomani della débacle elettorale il vicepremier annuncia una “svolta” che però sembra peggiorare il quadro già compromesso della sua leadership e del Movimento tutto.
In sostanza, Di Maio rafforza la sua posizione e quella degli eletti grillini, abolendo il vincolo di fatto dei due mandati.

Il vicepremier annuncia che “oggi si apre ufficialmente la discussione all’interno del M5S e con i cittadini italiani per la riorganizzazione del Movimento e per essere forti alle amministrative”. La riorganizzazione, sottolinea, “non sarà calata dall’alto” poiché verrà ratificata dal voto sulla piattaforma Rousseau.

Ecco, ancora una volta il ricorso al voto online, con tutte le luci e ombre che questo comporta.

Poi Di Maio parla di “dialogo con vere liste civiche, non ammucchiate“. E ancora, addio alla regola del doppio mandato per i consiglieri comunali. E pure la richiesta di un contributo agli iscritti.

“La carica di capo politico dura cinque anni”

Ma la vera notizia-bomba è quella che riguarda lui stesso: “Il ruolo del capo politico lo si discute tra quattro anni. La carica dura cinque anni“. e visto che Di Maio è stato investito da Casaleggio e Grillo alla vigilia delle politiche di marzo 2018, quindi intende restare sulla poltrona ancora per un bel po’.

“L’anima resta la stessa, ma il Movimento cresce, diventa più adulto”, assicura il capo politico. Come non è dato capirlo.

Insomma, con i dissidenti in subbuglio, con la fronda che chiede un cambio di passo (e di vertice), con le “opa” al Movimento del compagno Fico o del giramondo Di Battista, il vicepremier non trova di meglio di “blindarsi”.

Staremo a vedere che cosa ne dirà Rousseau (ossia Casaleggio).

Adolfo Spezzaferro

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