Roma, 22 dic — Alessandro Cecchi Paone diventa lo sponsor dell’alimentazione a base di larve e insetti al grido di «un miliardo di morti di fame non ha di che mangiare, le larve costano poco e sono sostenibili». Ha detto proprio «morti di fame», davanti alle telecamere di Dritto e Rovescio: non «persone indigenti», non «popolazioni che soffrono la fame», proprio lui che invocava la legge-bavaglio Zan e pene severe per chi sbaglia le virgole quando parla, perché se parli male «crei infelicità negli esseri umani, inciti all’odio».

Cecchi Paone vuole nutrire i poveracci a larve

I morti di fame, i poveracci, ovviamente non li nutri a fette di costa marchigiana, ma a tonnellate di insetti e larve che Cecchi Paone si gusta in diretta di fronte a milioni di italiani (chissà se c’erano davvero, in quel piatto). Dolce reminiscenza di quando tre anni fa Formigli e Lucarelli biascicavano involtini plimavela appena sfornati per dimostrare che i cinesi non trasmettevano il coronavirus e che «eravamo prontissimi» ad affrontare la crisi sanitaria in arrivo. Insomma l’imperativo è «che mangino i bacarozzi», per rifare il verso a una frase erroneamente attribuita a Maria Antonietta, con il consueto, delicato stile degli intellò che discettano sui destini dei poveracci degustando tartine al battuto di panda.

E’ il momento dei droni

Lo abbiamo capito da tempo, i generalissimi nel Nuovo normale accampati nei quartieri generali di Bruxelles non dormiranno la notte finché non smetteremo di mangiare carne rossa e ci metteremo tutti in fila con il nostro bel cartoccio di spiedini di larve, all’insegna dell’«alimentazione sostenibile» e del «salviamo il pianeta»: negli ultimi due anni hanno dato il nulla osta per il consumo di qualunque tipo di immondizia strisciante o a sei zampe, ora è il momento degli amplificatori mediatici di propaganda.

Se ne trovano finché se ne vuole, basta un cenno del capo per far scattare sull’attenti tutto l’esercito telecomandato di droni televisivi, giornalistici e vari burattini social meglio conosciuti come influencer. Finita la pandemia è stato il turno dei consumi energetici, finiti i sermoni sul termostato abbassato e sul farsi il bidet ogni 4 giorni via con la lotta al contante; i tempi sono ormai maturi per Chiara Ferragni che lancia il franchising dello scarafaggio-bar, o per la Merlino che si ingozza di cavallette fritte. Nel frattempo godiamoci Cecchi Paone che moltiplica pani e lombrichi.

Cristina Gauri

 

 

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2 Commenti

  1. Fate estrema attenzione; ho letto che questi vermi che i globalisti massoni vogliono fare mangiare ai poveri possono essere carichi di tossine dovute ai parassiti che gli infettano.Sembra una altra trovata insieme ai veleni genici e alla fame generata dalla finanza privata per diminuire la popolazione mondiale, loro maggiore preoccupazione.

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