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banche-fisco-burocrazia-la-triade-degli-scandaliRoma, 7 lug – Pochi giorni fa (28 Giugno) invocavo la il blocco della vendita di azioni allo scoperto da parte del Governo tramite Consob, strumento attraverso il quale si stava consumando un attacco speculativo contro le banche italiane. E questo per bloccare la losca operazione senza gravare con altri 40 miliardi di debito pubblico sui contribuenti e, consapevole che sarebbe stato “un atto di forza”, per mettere in atto un provvedimento che sarebbe costato caro agli speculatori che sicuramente stanno operando “con le spalle coperte” da chi ha dato il via alle operazioni (primo sospettato la Germania, come fu per il disastro della lira di Soros nel 1992 o il disastro dello Spread innescato da Deutsche Bank nel 2011). Ieri, 6 Luglio, la Consob ha vietato per tre mesi le vendite allo scoperto sul titolo MPS e immediatamente, dopo una serie di sedute negative che avevano portato il titoli quasi a zero (0,16€ per una azione che al massimo era stata a circa 19€) è “rimbalzato” del + 6% (dopo aver toccato punte del +13% nella giornata borsistica). Insomma avevamo ragione, le banche e l’economia italiana si difendono con atti di “Sovranità” e non promettendo 40 miliardi agli speculatori, somma che è stata subito portata a un tetto di 150 miliardi dalla U.E. a cui evidentemente i profitti degli speculatori stanno ben a cuore. Bene Renzi, perché il provvedimento Consob non può discendere che da un atto del Governo (la Consob altrimenti è “inerte”, come se non esistesse). Quando il PdC fa qualcosa di positivo siamo pronti a riconoscerlo come fu per il ricorso all’arbitrato internazionale nel caso Marò.

Vietare “per tre mesi” le vendite allo scoperto comporta danni rilevantissimi per chi già le ha fatte: si troverà coi contratti in scadenza su poniamo 0,16€ ad azione e dovrà comperarle magari a 5/6 € l’una. Nemmeno potranno ricominciare il gioco con vendite allo scoperto su tre mesi e un giorno, perché il governo potrebbe semplicemente rinnovare il divieto. A meno che di sapere che fra tre mesi e un giorno ci sarà un altro governo disposto all’acquiescenza. Dobbiamo fare due considerazioni: – Perché è stato protetto solo MPS e non tutto il comparto bancario italiano che è lasciato nelle fauci della stessa operazione speculativa? Il divieto non si poteva estendere a tutti? Certo che si poteva. – Da diversi giorni si registrano segnali politici di “governo tecnico”, un Monti-Bis che insieme a una nuova legge elettorale (basata su un “premio di coalizione” ovviamente CSX-CDX per sconfiggere gli odiati grillini alle prossime elezioni politiche) garantisca obbedienza pronta, cieca e assoluta ai diktat tedeschi sul “Bail In”, cioè a che il risanamento delle banche italiane sia fatto a spese di azionisti, correntisti e obbligazionisti: in pratica ripetere alla grande quello già fatto con Banca Etruria. E altro Monti si trova: c’è la fila di vecchi arnesi in fregola senile che ambiscono a imporci “le lacrime il sangue”.

Prima si affossano le banche italiane con le vendite allo scoperto e poi le si “risana” coi soldi dei risparmiatori. A questo punto, coi soldi in cassa ma con i valori azionari a zero arriva Deutsche Bank o Commerz Bank a comprarsele a prezzi di realizzo, che le banche tedesche hanno grande bisogno di “quattrini veri” visto che sono strapiene di derivati e lo stesso FMI le ha dichiarate il maggior rischio sistemico mondiale, e questo dopo la solenne bocciatura delle autorità finanziarie americane. E i numeri di Deutsche Bank non lasciano dubbi: 7 miliardi di perdite, 8mila processi in tutto il mondo, 32.000 miliardi di derivati (cinque volte il PIL tedesco) E del resto questo è risaputo, dichiarato anche ieri in conferenza stampa dallo stesso Renzi: “La vera questione sulla finanza europea non sono i npls (i non performing loans, leggi crediti deteriorati, ndr) italiani ma i derivati di altre banche. E’ un problema che va verso la soluzione ma vale uno, i derivati di altre banche valgono cento”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi con il primo ministro svedese Stefan Lofven. HYPERLINK “” E basta verificare la natura dei “crediti in sofferenza” delle banche italiane, che sono passati da un quasi fisiologico 43 miliardi del 2008 e 200 miliardi del 2015 per rendersi conto che si tratta del declino economico legato alla crisi esplosa appunto nel 2008 con i “sub prime” americani ingigantita poi nel 2011 con la crisi dello Spread innescata dalla Germania e il relativo “risanamento” del governo Monti.
banche in sofferenza

Concludendo e per dare un taglio “politico” all’articolo l’Italia è ritornata “terra di predazione” dove per secoli sono discesi i barbari del nord con le spade arrugginite e le pezze al culo e ripartiti carichi d’oro. Possiamo partire dai Visigoti, passare per i Lanzichenecchi e arrivare a Cecco Peppe che ci faceva pagar le tasse all’Impero Asburgico per mantenere la nobiltà ungherese e la borghesia austriaca. E a noi ci mandava Radetzky. Ci potranno mai liberare i “moderati” coi loro patti del nazareno o i governi tecnici? Impossibile, interi settori economici (pesca, agricoltura, elettrodomestici, auto, siderurgia…) vengono continuamente svenduti agli interessi dei “popoli del nord” ben rappresentati dall’ubriacone di Bruxelles che ormai parla direttamente con i leader degli altri pianeti (cioè si è presentato un’altra volta ciucco in aula, ma ancora nessuno trova il coraggio di coprirlo di urla e pernacchie) La minimale azione su MPS (vietare le vendite allo scoperto) dimostra che si può invertire la tendenza, ma si deve volerlo fare. Allora ci punteranno un’altra volta la pistola alla tempia con lo spread, la Deutsche Bank si venderà un po’ di titoli di Stato italiani chiamando a raccolta la speculazione internazionale contro l’Italia, come già fatto nel 2011. Ma bisognerà pur levarsela questa pistola dalla tempia, perché infine si tratta di continuare a essere schiavi o tornare liberi. E schiavi di un avvinazzato, oltretutto.

Luigi Di Stefano

 

2 Commenti

  1. In una trqasmissione ho sentito quattro cadaveri riesumati che parlavano di come poter uscire dalla crisi e se la strada giusta fosse proprio la brexit. Un sindacalista urla subito rivoluzione, il moderato ribatte dicendo che una volta la rivoluzione si poteva fare perché c’era un nemico in carne ed ossa identificabile e contro cui ribellarsi, mentre adesso non si può fare la lotta ad un sistema economico… ecc. Ora a differenza del passato la lotta è più ardua, ma non per questo si deve rinunciare a dar battaglia.
    “Il nemico non ha più elmi piumati”, ma non per questo si tratterà dallo spazzarci via. E allora in che modo possiamo combattere “i burattinai”, semplicemente tagliando i fili ai burattini.
    Ovvero se la nostra classe politica PD, PDL, M5S, Lega ecc. non sanno, non possono o non vogliono dire ‘NO’ alle banche e ai loro padroni. Allora tocca a noi “Europa Nazione” smetterla di legittimare col voto questi pupazzi che muovono la bocca a tempo con ciò che i ‘orchestrali’ hanno scritto per loro.

  2. Perché il governo salva solo le grandi banche?
    Perchè non avendo una Banca d’Italia che emette a costo zero per il popolo il denaro, i politici sono servi della BCE privata e se non obbediscono agli oligarchi stranieri che la possiedono e che vogliono prendersi tutte le risorse pubbliche e private del paese, vengono fatti fuori dai loro media e tv con i finti opinionisti pagati

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