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Roma, 4 lug – La città di Roma non sarà parte civile nel maxi procedimento sul clan Casamonica. Il gup del Tribunale di Roma ha respinto l’istanza di costituzione;  è stata depositata tardivamente.

Il Comune si potrà costituire nella fase dibattimentale

Il comune di Roma, guidato da Virginia Raggi, potrà presentare la costituzione dopo l’eventuale rinvio a giudizio, nella fase dibattimentale. Bruno Astorre, segretario del Pd Lazio, ci va giù pesante: “E’ un ritardo colposo che offende la città di Roma, l’istituzione e tutti coloro che hanno subito per anni le violenze e i reati commessi dalla famiglia Casamonica e dai suoi affiliati”. Aggiunge: “Vogliamo sperare sia un errore che diventa però grave di fronte alle numerose sollecitazioni venute da diverse parti in particolare dalle associazioni antimafia che con la Regione Lazio si sono costituite parti civile nei tempi e modi giusti”.

Più di sessanta imputati

Nel maxi processo contro il clan Casamonica sono sessantatre gli imputati. Le accuse vanno dall’associazione mafiosa dedita al traffico e allo spaccio di droga, all’estorsione all’usura, e arrivano alla detenzione illegale di armi.  Nel processo sono imputati membri delle famiglie Spada e Di Silvio, da anni attive a Ostia e sul litorale romano. Per arrivare a questo ci sono voluti quattro anni di indagini e decine di arresti. 

Ilaria Paoletti

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