Il Primato Nazionale mensile in edicola
Italia -consumo_elettrico_mensile
Tendenze ribassiste di lungo e breve termine del consumo di elettricità

Roma, 20 apr – “Nel 2015 dopo tre anni consecutivi di contrazione l’economia italiana è tornata a crescere e nel 2016 la ripresa continuerà e si consoliderà”, così, soltanto ieri, il super-ministro dell’economia Pier Carlo Padoan raccontava di una presunta ripresa. Nonostante che probabilmente non siano pochi quelli che ancora ci credono, resta il fatto che poche sparate potrebbero segnare meglio di questa la profondità dell’abisso scavato tra la narrativa politica propagandistica e l’economia reale.



Atteso che la spaventosa immissione di liquidità creata dal nulla rende ormai praticamente vano qualsiasi ragionamento monetario, ivi incluso tutto quello che riguarda il prodotto interno lordo, come da tempo sostenuto su queste colonne uno degli elementi più rappresentativi dello stato dell’economia reale, sia quella produttiva sia quella familiare, è il consumo di energia elettrica. In sintesi, e indipendentemente dalle fonti generatrici di elettricità, tanta più energia viene consumata, tanto più ricca è una società – principio che in realtà vale in un ambito molto più vasto e va sotto il nome di principio di massima potenza.

Ebbene, altro che ripresa: secondo l’ultimo rapporto Terna, si consolida ma in negativo la tendenza al ribasso osservata ormai da anni e ribadita anche pochi mesi fa: infatti, la domanda di elettricità – considerando gli effetti del calendario (inclusa la Pasqua) e delle temperature – ha subito nello scorso mese di marzo un calo tendenziale (rispetto, cioè, allo stesso mese dell’anno precedente) pari al -2,2%, con punte negative intorno al -5% nelle solite disastrate Sicilia e Sardegna, che sembrano essere state ormai abbandonate al loro destino dal governo centrale. Nel primo trimestre di quest’anno, poi, la variazione tendenziale della domanda elettrica ha segnato un ribasso del -2,3% rispetto allo stesso periodo del 2015.

Italia -PUN_mensile
Crollo del prezzo all’ingrosso (PUN) dell’elettricità

Tutto questo, mentre il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica (Pun), formato sul relativo mercato e riferito all’intero territorio nazionale, appare in caduta libera: appena 35 euro per megawatt-ora in marzo 2016, contro i 50 euro di un anno fa, segnando il valore minimo assoluto da oltre 10 anni a questa parte nonché oltrepassando la soglia del dimezzamento rispetto alla media del periodo 2006-2012.

È così che, con l’11% di consumo perso rispetto al periodo immediatamente precedente alla crisi finanziaria del 2008 e il 9% in meno rispetto al 2010-2011, nonostante prezzi tanto appetibili – in particolare per i grandi utenti industriali – le boutade di Padoan si rivelano per quello che sono. Più importante, si tratta di sicuri indicatori che di ripresa o ripresina non c’è nemmeno traccia.

Francesco Meneguzzo

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta