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Roma, 29 set – Il centro di prima accoglienza per immigrati di via Ramazzini, nel quartiere Monteverse a Roma, è stato finalmente chiuso. Secondo la Croce Rossa, lo gestiva da circa un anno e ne ha reso nota oggi la chiusura, è venuto meno il carattere di urgenza. Il centro ospitava ultimamente 66 cosiddetti migranti ma era arrivato ad ospitarne 400 nel mese di luglio. Dall’apertura, nel giugno 2016, ad oggi sono transitati nel centro circa 3500 extracomunitari, per lo più eritrei (46%) e nigeriani (19%), in gran parte uomini tra i 20 e i 25 anni. In meno di un anno poi 600 immigrati ospitati nell’hub di via Ramazzini hanno avuto accesso ai programmi di ricollocamento dell’Ue, ovvero sono stati poi trasferiti in altri Paesi europei. Tra questi 15 richiedenti asilo siriani, ammesso che fossero sul serio provenienti dalla Siria considerato il caso del richiedente asilo iracheno sbarcato a Trieste e dichiaratosi siriano, lo stesso giunto poi in Inghilterra per compiere l’attentato alla metro di Londra.



Il centro era in realtà una tendopoli che inizialmente doveva ospitare non più di 150 migranti, ma appunto era arrivata ad accoglierne 400 due mesi fa. CasaPound da tempo ne chiedeva la chiusura. “Una vittoria importante ottenuta dalla costante azione sul territorio di CasaPound – ha dichiarato Alessandro Calvo, referente territoriale di CPI – In seguito al nostro intervento in Municipio e al nostro sopralluogo, tutti gli ospiti sono stati trasferiti. Sin dall’apertura della tendopoli – ha precisato Calvo – abbiamo promosso iniziative sul territorio, sit in, cortei, blitz e formali richieste alle istituzioni competenti”. Grazie agli interventi di CasaPound quindi si è arrivati, dopo un anno dall’inaugurazione, allo smantellamento della struttura.

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“La vittoria di oggi – spiega Davide Di Stefano, responsabile romano di Cpi – è l’ennesima dimostrazione che CasaPound è l’unica forza concreta a fianco e in difesa dei cittadini italiani. La nostra azione costante sul territorio porta sempre risultati. Non ci fermeremo finché tutti i centri di accoglienza a Roma saranno chiusi, a partire da quello di Via del frantoio al Tiburtino III”.

Alessandro Della Guglia

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