Roma, 28 dic – Roma invasa dai rifiuti è un’immagine raccapricciante, oltre che piuttosto imbarazzante. Per il ruolo della città, per la sua storia, ma banalmente pure per l’importanza turistica che essa ricopre.

La tristezza di Roma invasa dai rifiuti

Case splendenti, strade sudicie. Questo è il riassunto della triste storia di Roma invasa dai rifiuti. La capitale d’Italia ridotta a una discarica, come riporta l’Ansa, con tutto ciò che ne consegue in termini di danni d’immagine, oltre che di prioritario benessere collettivo. Cassonetti che traboccano, scatole di cartone, sporcizia. Si rischia inevitabilmente di scendere nella banale indignazione, atteggiamento che chi scrive detesta profondamente, ma al tempo stesso la questione, nella sua gravità, non può essere ignorata. L’Ama, l’azienda capitolina dei rifiuti, sostiene che “le operazioni di pulizia e raccolta si stanno svolgendo regolarmente”. Non solo, insiste pure: “L’ingente quantità di rifiuti prodotta come sempre durante la notte di Natale è stata nella quasi totalità raccolta entro la giornata di ieri”, riferendosi al giorno di Santo Stefano.

Non si possono fare figuracce simili, perfino a Natale

Gli smartphone, in questo caso, fanno il lavoro “sporco” (per ironia del linguaggio, oltre che della sorte). Perché diffondono immagini, video, di situazioni degradanti oltre ogni livello immaginabile. Che mostrano un bel contrasto tra le feste dorate del sindaco Roberto Gualtieri e il mare di immondizia che affligge i cittadini comuni, quelli “meno uguali” degli altri, per semicitare un’espressione storiografica nota. La cosa che sconvolge di più dell’invasione di munnezza romana è l’ìincapacità di metterla da parte neanche in un periodo enormemente strategico – per una capitale storica, europea e mondiale – come quello natalizio, notoriamente foriero di arrivi turistici, di viaggi di Capodanno mirati. L’incapacità, per meglio dire, perfino di salvare le apparenze. Non c’è personale nell’Ama, e il poco presente non è in grado neanche di organizzarsi per “truccare” alla meno peggio le feste. Se non altro, per non fare la peggiore delle figuracce di fronte ai clienti esteri e lasciare per lo meno i centro città un po’ più sgombri. Niente da fare, perfino nella centalissima Prati, a due passi dal Vaticano, ci sono gli accumuli. Insomma, nella lista degli scenari indecenti, il 2023 è in arrivo con quello peggiore. Per una “emergenza” che ormai dura da anni.

Stelio Fergola

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