Sanremo, 14 feb – E così ci siamo giocati anche il satanismo. Un altro dei pilastri della cultura occidentale – la citazione tra il serio e il letterario dell’Antico Avversario – si incrina e si infrange se Satana finisce a Sanremo insieme al cocco italo-egiziano della Sala Stampa e ai capelli azzurri di Loredana Bertè. Cinque volte aveva “invocato Satana” Virginia Raffaele in una fragile gag che dissacrava il leit motiv della mamma, ironizzando su uno dei temi più discussi della musica pop-rock, ovvero la traccia subliminale di contenuto satanico.

Satanismo o snobismo?

Più che un esercizio di satanismo, quello della Raffaele era l’ennesima prova di snobismo: per la serie sono qui a San Remo, ma in fondo disprezzo il filone nazional-popolare della canzone italiana e ci rido sopra con una ridicola interpretazione di “Mamma” inframezzata dal riferimento a Satana. Fragilissima la gag, sarebbe passata inosservata se un sacerdote impegnato nel settore dell’anti-sette non avesse denunciato questo “inno a Satana” in prima serata tv.

Chi scrive crede sinceramente che nella complessità del reale si agitino forze che incarnino e promuovano il male nella maniera più radicale. A volte questo male si incarna in tutta la sua platealità: penso a quei corpi a cui sono stati espiantati organi per fare da ricambio a ricchi committenti. Altre volte esso sconcerta quando si manifesta con il volto del “bene”: bene proclamato e ammantato magari di “misericordia” che però produce come frutto il diffondersi di oscurità, violenza, caos e sporcizia profonda. Parafrasando Montale, chiunque guardi con attenzione il mondo “spesse volte il male ha incontrato”. Male anche con la M maiuscola? L’interrogativo rimane sospeso…

Satanismo: una questione di “sensibilità”

E tuttavia ciò detto, davvero la polemica su “Satana a Sanremo” attinge alle vette della comicità involontaria. C’è qualcosa che inquieta nella reazione del prete antisette. Scrive don Aldo Bonaiuto: “Inneggiare il nome di satana in prima serata su Rai Uno, penso sia stato uno scivolone sconcertante. Non si è tenuto conto della fede dei tanti cristiani che seguivano uno dei programmi più amati dagli italiani mancando così di rispetto specialmente alle tante persone che sono realmente oppresse dalle forze del male”. Capite? Anche Don Aldo – prete anti-sette – fa appello a uno dei capisaldi del discorso politicamente corretto: la sensibilità offesa.

Diventa sempre più difficile fare satira se la lista delle categorie “offese” si allunga, don Aldo vi aggiunge anche “le persone che sono realmente oppresse dalle forze del male” … lasciando un piccolissimo spiraglio alla possibilità di fare satira su quelle persone che in realtà sotto sotto non sono “realmente” oppresse dalla forze del male (in pratica i falsi invalidi del satanismo?).

La politica schierata contro il satanismo

A schierarsi con il sacerdote è Maurizio Gasparri che guardando l’infinito lancia interrogativi epocali: “Equivoco acustico? Modo di dire che potrebbe capitare a chiunque? Altro?” No Maurizio, la Raffaele prendeva in giro la canzone strappalacrime trattandola come se fosse una canzone del rock maledetto. È come ironizzare sulla regina Elisabetta raffigurandola come una ballerina di lap-dance. Ovviamente la polemica anti-satanica diventa colossale nel momento in cui interviene il Ministro dell’Interno. “Capisco e condivido le convinzioni di don Aldo Bonaiuto”, scrive il “Capitano”.

Certo, per lui condividere le parole di un sacerdote in servizio è cosa troppo rara di questi tempi, per cui si comprende che Salvini non sia riuscito a resistere alla “tentazione” di intervenire per schierarsi dalla parte dell’Esorciccio.

Questo endorsement però ha provocato il secondo fenomeno inquietante della faccenda, il segretario pro tempore del Pd Martina interviene e dice una frase di buon senso, che quasi lo riscatta dalla faccenda del riconoscimento oculare dei minorenni bantù: “Ministro, provi un po’ a lavorare dai, anziché spiegarci il problema delle sette” scrive Martina su Facebook. “Ci dica perché con la vostra manovra 100 mila persone perderanno l’assegno di ricollocamento al lavoro. E ci dica perché il suo governo blocca la Tav e tutte le opere strategiche”. Una frase che – a condividerla o meno – ha un senso logico.

E ancora c’è un terzo elemento che inquieta. E dopo tre coincidenze inquietanti, comincio a sentire il brivido di una reale presenza satanica (tale da contraddire l’assunto di partenza del presente articolo): in tutto ciò il Codacons insolitamente tace, con un silenzio che quasi quasi suggerirebbe in quella combriccola mediatica “al servizio del consumatore” una parvenza di buonsenso. Tre coincidenze una prova. Vade Retro Satana!

Alfonso Piscitelli

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