Roma, 2 giu – Studi a Brxuelles e alla Bocconi, una carriera da inviato per “Repubblica” negli Stati Uniti – dove ha pure ottenuto la cittadinanza -, Federico Rampini è un po’ il sogno di quella sinistra che ce l’ha fatta, che ha conquistato il suo posto al sole nella gerarchia radical chic globale.
Venerato come il non plus ultra, specialmente dal punto di vista dell’analisi economica (suo terreno d’elezione), il nostro deve però aver fatto passare un brutto quarto d’ora ai suoi sostenitori quando, in occasione dell’ultima puntata di Piazza Pulita su La7, ha espresso il suo durissimo atto d’accusa.


Il dibattito verteva su Trump e la sua storia vittoria, che Rampini attribuisce al voto decisivo della classe operaia. Quella classe che gli eredi del Pci (e non solo) hanno del tutto dimenticato: “Sulla globalizzazione la sinistra si è ormai appiattita sul pensiero unico neoliberista e non ha visto che stavano nascendo degli squilibri e delle storture inaccettabili”, denuncia il corrispondente di Repubblica, che punta il dito anche contro la pessima gestione del problema migratorio: “La sinistra radical chic vive nei quartieri dove si sta benissimo dove c’è ordine, sicurezza e l’immigrato è l’autista del taxi, il netturbino, il cameriere del ristorante. I ceti più poveri invece ci vivono a fianco, hanno l’immigrato clandestino come concorrente sul lavoro, perché anche questa è una cosa che si tende a sottovalutare: non è vero che gli immigrati vengono solo a fare i lavori che noi non vogliamo più fare, l’immigrazione viene usata per schiacciare i salari e sono tutte cose che la sinistra ha smesso di dire”.
Rampini ne ha anche – e siamo a tre, un intero schieramento letteralmente debolito nelle sue più recenti convinzioni ideologiche – per i rapporti con l’Ue e i paradigmi dominanti: “Se la sinistra continua a usare lo spread come criterio supremo, purtroppo dà ragione a chi dipinge la sinistra come establishment. E si appiattisce sul vincolo esterno e cioè il governo deve fare ciò che chiede Bruxelles o Berlino, butta via un patrimonio di critica dell’austerità germanica che è un patrimonio della sinistra”.

4 Commenti

  1. Rampini rompini ramponi ……..sempre a rompere i coglioni e a fare il simpatico con i vincitori di turno……….ricordiamo tutti i trascorsi pro clinton e radicalume vario…….auguri.

  2. Fuori tempo massimo. I guru sono sempre e solo di sinistra non hanno quasi mai bisogno di lavorare e spesso abitano ai Parioli o in quartieri super protetti hanno i filippini a nero e badanti per i genitori che da vecchi sono un peso.

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