Milano, 14 lug – Nuovo atto vandalico contro la memoria di Sergio Ramelli. La targa con cui il Comune di Milano ha intitolato al giovane militante del Fronte della Gioventù i giardini compresi tra via Pinturicchio e via Bronzino è stata imbrattata con della vernice rossa e con la scritta “161”. A denunciare l’accaduto sono stati Chiara Valcepina, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, e Francesco Rocca, consigliere comunale del medesimo partito. I due esponenti hanno segnalato il danneggiamento agli assessori e agli uffici comunali competenti, chiedendo che la targa venga ripulita e riportata quanto prima alle condizioni originarie.
La sigla “161” sulla targa dedicata a Ramelli
Secondo Valcepina e Rocca, la scritta apparsa sulla targa non sarebbe un segno casuale. Il numero 161 viene infatti utilizzato negli ambienti dell’antifascismo militante come codice per indicare la sigla Afa: le cifre corrispondono rispettivamente alla prima, alla sesta e nuovamente alla prima lettera dell’alfabeto. Un richiamo alla denominazione tedesca “Antifaschistische Aktion”. Una firma politica che rende ancora più evidente il significato del gesto, compiuto proprio contro il luogo dedicato a un ragazzo ucciso dalla violenza rossa degli anni Settanta. «Colpire ancora una volta un luogo dedicato a Sergio Ramelli significa oltraggiarne la memoria e calpestare il valore di una targa che dovrebbe rappresentare per tutta Milano un richiamo alla pacificazione e al rifiuto della violenza politica», hanno dichiarato i due consiglieri di Fratelli d’Italia. Sergio Ramelli morì il 29 aprile 1975, dopo oltre un mese di agonia, in seguito all’aggressione subita il 13 marzo sotto la propria abitazione milanese. Aveva diciotto anni. A colpirlo con delle chiavi inglesi furono alcuni militanti di Avanguardia operaia, successivamente condannati per l’omicidio.
Non è il primo danneggiamento
Quello avvenuto nelle ultime ore non rappresenta il primo episodio ai danni delle targhe presenti nei giardini dedicati a Ramelli. Il luogo è stato più volte oggetto di scritte, imbrattamenti e danneggiamenti, spesso caratterizzati da un’esplicita matrice politica. «È inaccettabile che la memoria di un ragazzo assassinato per le proprie idee continui a essere oggetto di vandalismi e provocazioni ideologiche», hanno aggiunto Valcepina e Rocca. «Milano deve custodire i luoghi della memoria e reagire con fermezza contro chi cerca ancora oggi di alimentare contrapposizioni e odio attraverso simili gesti». I due consiglieri hanno chiesto agli uffici comunali di intervenire prestando particolare attenzione al materiale utilizzato per realizzare la targa, in modo da evitare che le operazioni di rimozione della vernice provochino ulteriori danni. La richiesta non riguarda però soltanto il ripristino. Valcepina e Rocca chiedono anche che venga verificata l’eventuale presenza di immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona, così da individuare i responsabili dell’imbrattamento. Al Comune di Milano viene infine domandato di valutare misure capaci di proteggere maggiormente la targa da futuri atti vandalici. «La condanna della violenza politica – concludono – deve tradursi anche nella tutela concreta dei simboli e dei luoghi dedicati alle sue vittime».
Vincenzo Monti