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Torino, 24 ott – E’ di questi giorni il provvedimento amministrativo di divieto del traffico cittadino posto in essere dalle amministrazioni di importanti Comuni italiani, tra i quali Torino e Roma, ai residenti proprietari di autoveicoli diesel anche della tipologia Euro 3-Euro 4- Euro5, e della previsione, in presenza di quantitativi elevati di quei residui inquinanti denominati “particolati”, addirittura dell’estensione futura del divieto, per quanto riguarda Roma, agli Euro 6. I divieti amministrativi paiono illogici e liberticidi, in quanto i proprietari delle autovetture alle quali viene inibita la circolazione hanno speso i loro denari al momento dell’acquisto confidando nella conformità del proprio automezzo alla normativa vigente, attuale e futura, ed hanno corrisposto all’Erario le relative imposte per l’ “immatricolazione” e per il “possesso” del mezzo acquistato. Questo, in un Paese civile, darebbe titolo ai proprietari di pretendere di usare liberamente un bene in loro titolarità e di essere immuni da provvedimenti amministrativi dettati da scelte demagogiche accompagnate da crassa ignoranza, e soprattutto, da quel volgare disprezzo per il Popolo e per la sua dignità che invece caratterizza i sistemi politici che fondano il proprio potere sulla autoreferenzialità.



Il mancato rispetto dei “limiti del mandato” ricevuto dal Corpo Elettorale, e la sottoposizione a continui abusi trasforma purtroppo le democrazie rappresentative, anche nei loro aspetti amministrativi e gestori, in vere e proprie tirannidi. Gioverà quindi soffermarsi sulla sussistenza o meno della effettiva necessità di impedire o limitare la circolazione a liberi cittadini con provvedimenti amministrativi che – ripetiamo – sarebbero degni di paesi di “socialismo reale” centro-africani o sud-americani. I nostri “gestori politici” per prassi e strategia, confidando nella incapacità di analisi delle persone sottoposte alla loro “tutela” omettono abitualmente di rappresentare quelle verità sgradevoli che sono sotto gli occhi di tutti e, forse per questa ragione, nessuno osserva. Rappresenta infatti un espediente facilissimo tacere circostanze costituenti l’origine dell’inquinamento atmosferico cittadino, e contestualmente porre ulteriori divieti amministrativi e limiti a cittadini che ormai non sono più nelle condizioni di tutelare i propri Diritti Fondamentali, ovvero di portare armi per difesa personale, di recarsi alle urne elettorali a scadenze periodiche, di circolare sulla rete stradale con le proprie autovetture dopo avere assolto all’onere fiscale relativo, di parcheggiare le medesime sotto la propria abitazione senza versare il “taglieggiamento” derivante dalle “strisce blu”, di non dovere corrispondere all’Erario un 70% circa di “accise” sul carburante, di non vedere violati i propri “diritti quesiti” previdenziali da un “tratto di penna” della allora Ministro Fornero, di non dovere subire le inefficienze di un sistema sanitario caratterizzato da sprechi ed inadeguatezze dopo avere corrisposto una tassazione avente una tra le aliquote più alte del mondo. I motivi di insoddisfazione e legittimo risentimento contro la “Cupola Politica” italiana sono innumerevoli, ma torniamo al tema della nostra analisi, ovvero le cause dell’inquinamento atmosferico cittadino, ed esaminiamo, sotto un profilo tecnico, le conseguenza delle centrali termoelettriche insediate in prossimità del tessuto urbano, cercando di comprendere il loro funzionamento ed i loro effetti.

In particolare <<…… La centrale termoelettrica produce energia elettrica sfruttando il calore fornito dai combustibili fossili (olio combustibile derivato dal petrolio, carbone gas naturale).
Il combustibile viene immesso in un bruciatore posto sotto una caldaia: il calore che si sviluppa riscalda l’acqua che scorre in tubi a serpentina. L’alta temperatura trasforma l’acqua in vapore surriscaldato (a circa 540 °C), che sotto forti pressioni fa ruotare le pale di una turbina collegata a un generatore di energia elettrica chiamato alternatore.
Il vapore già utilizzato viene convogliato in un condensatore, dove in appositi tubi circola acqua fredda, prelevata generalmente da corsi d’acqua vicini alla centrale. A contatto con i tubi freddi, il vapore si condensa in acqua che viene ripompata nel circuito della caldaia.
Questo tipo di centrale inquina fortemente l’aria  con i fumi della combustione.Il monossido di carbonio, l’anidride solforosa, gli ossidi di azoto, il piombo e gli idrocarburi sono detti inquinanti atmosferici primari.
In particolari condizioni climatiche, e cioè quando l’aria non circola e gli inquinanti permangono a lungo nell’atmosfera, si verificano reazioni chimiche, favorite dalla luce del sole, che danno luogo a un insieme di prodotti, denominati nel loro complesso “smog”, e che rappresentano gli inquinanti atmosferici secondari.
Un discorso a parte va fatto per l’anidride carbonica, la quale è un componente naturale dell’aria, ed è indispensabile per tutti i processi biologici, ma è anche responsabile della regolazione della temperatura dell’aria.
L’anidride solforosa e gli ossidi di azoto, che si generano dalla combustione del carbone e dei derivati del petrolio, provocano il fenomeno delle piogge acide. Combinandosi con l’acqua piovana, l’anidride solforosa si trasforma in acido solforico e gli ossidi di azoto in acido nitrico, e poi ricadono al suolo. L’effetto di queste piogge è progressivo e insidioso, esse producono un accumulo di acidi nel terreno e nelle acque dei fiumi e dei laghi, danneggiando gravemente gli ecosistemi, a partire dalla vegetazione.
L’enorme immissione di CO2 nell’atmosfera impedisce alla Terra di reirradiare nello spazio l’energia che riceve dal Sole, provocando l’effetto serra, cioè il riscaldamento dell’atmosfera, che, a sua volta, provoca l’aumento della temperatura dei ghiacci, determinando un innalzamento del livello del mare, e quindi la sommersione delle regioni costiere, che, come è noto, sono le regioni più popolate della Terra.
Lo smog, il piombo e il monossido di carbonio agiscono in modo diretto sulla funzione respiratoria dei viventi, provocando gravi malattie polmonari.

Non trascurabili i danni all’ecosistema  del corpo idrico utilizzato per gli scarichi termici dell’acqua. L’impianto, come tutte le altre centrali del resto, occupando una certa superficie, normalmente recintata, allontana dalla zona la fauna e, i vari edifici connessi al suo funzionamento comportano sempre un certo impatto sull’ambiente dal punto di vista paesaggistico. Nella sala macchine sia le turbine, sia i generatori di corrente producono un rumore costante di parecchi decibel che, a lungo andare, provoca danni all’udito degli operatori, per cui, questi, devono essere sottoposti a periodici controlli medici. Le macchine elettriche, quali gli Alternatori e le Dinamo, per effetto dello strisciare delle spazzole sul collettore generano un certo scintillio. L’arco voltaico scompone l’Ossigeno dell’aria O2 in O, che legandosi poi ad altre molecole, forma Ozono O3, gas velenoso dal caratteristico odore di aglio.>>.

Possiamo quindi pacificamente affermare che l’attribuzione alle autovetture diesel dell’ origine dell’inquinamento urbano costituisce una forma decettiva di sviamento dell’attenzione dei cittadini dalla reale natura del problema che stanno subendo e, soprattutto, dalle responsabilità politiche di chi ha consentito di insediare -una quindicina d’anni or sono a Moncalieri e cinque anni or sono nella periferia di Torino Nord- centrali termoelettriche ad elevato impatto ambientale. Paradossalmente gli autori di quelle scelte amministrative oggi siedono all’opposizione, ed i novelli “ecologisti” che si sono recentemente insediati nelle municipalità di Torino e di Roma, anziché porre in discussione le impostazioni gestorie dei loro predecessori ed adottare i relativi rimedi, forse non avendo adeguate competenze, si limitano ad imporre ulteriori ed odiosi divieti. Fondamentalmente la metodologia di gestione del potere amministrativo italiano è analoga a quella che caratterizza la gestione politica, ovvero considerare il Popolo Italiano alla stregua di un armento da mungere in termini elettorali e fiscali, e da annichilire nella propria dignità.

Claudio Berrino

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