Viterbo, 16 sett – Siamo a Bagnaia, frazione di Viterbo. E’ comparso un cartello sfottò contro chi parcheggia male, additato con il classico epiteto “cornuto” e che viene invitato dall’autore del segnale a sfogarsi sulla moglie. Ma persino questa iniziativa ha trovato l’infallibile censura delle femministe.

Lo sdegno dem della Regione Lazio

Il cartello è evidentemente una provocazione essendo “riservato agli imbecilli e ai cornuti”, che aggiunge: “se sei un uomo con le corna non te la prendere con questo cartello, ma torna a casa e rompi le ossa a quella z… di tua moglie”. Immediatamente è arrivato lo sdegno dem, che casualmente è a capo della Regione Lazio. Alessandra Troncarelli, l’assessore alle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali della Regione Lazio di Zingaretti, dichiara: “Non si possono offendere le donne in questo modo né si può consentire che questo messaggio brutale resti affisso. La Regione Lazio ribadisce la contrarietà a ogni forma di violenza, verbale e non, di cui invece questo cartello è un emblema. Mi auguro che le autorità preposte intervengano per una tempestiva rimozione dell’avviso che offende l‘intera comunità di Bagnaia e la città di Viterbo” e ribadisce l’impegno della Regione a condurre “una battaglia di civiltà contro ogni forma di violenza di genere”. Anche la consigliera Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti si è pronunciata sul cartello: “Si tratta di una brutta vicenda che tuttavia palesa una realtà ben nota: sulle politiche contro la violenza di genere c’è ancora molto da fare”.

Molto rumore per nulla

Il cartello è certamente un esempio di cattivo gusto ma, ricordiamo, non ha perpetrato alcuna violenza di genere su una donna – né il cartello né l’autore del medesimo ed è sufficiente rimuoverlo (come è già successo). Tutte queste parole inorridite da parte delle esponenti del Partito Democratico della Regione Lazio sono francamente eccessive; mentre nel centro di Roma un’operazione di polizia ha generato quattro arresti per il reato di porto di armi od oggetti atti ad offendere oltre ad altre amenità (il tutto in poche ore) e in tutto il Lazio è emergenza sicurezza, l’attenzione viene spostata su un cartello e su uno sfottò.

Ilaria Paoletti

8 Commenti

  1. Forse tutto nasce dalla classica mentalità dell’automobilista italiano:
    parcheggiare a spina con le fiancate lontane il più possibile dall’auto a fianco per evitare che quest’ultime possano esere colpite dalle portiere dell’auto accanto.

  2. Ma l’intelligenza è estinta? E’ OVVIAMENTE PALESE che si tratta di un cartello goliardico!!! Stupido? Ma sì che è stupido, diciamo che è umorismo mal riuscito con l’obiettivo di ottenere un fine (evitare che qualcuno intralci sostando dove non dovrebbe), Da lì ad attribuirgli chissà quale livello di violenza ce ne corre. Cerchiamo di tenere i piedi per terra, per piacere, che se no non si vive più.

  3. Mentre leggevo l’articolo, mi sono venute in mente due immagini: quella di chi guarda il dito invece della luna e quella (a me piu’ consona) dei foderi che combattono mentre le sciabole stanno appese… tutto il mondo (femministe in testa) se l’e’ presa col cartello e nessuno (NESSUNO) ha stigmatizzato il comportamento degli automobilisti incivili… o tempora o mores…

  4. Du’ vigili a controllare i parcheggi selvaggi, invece? Forse se ne avessero messo mezzo a distribuire qualche multa non si sarebbe arrivati a questo punto

  5. Hanno fatto bene, almeno hanno contrastato l’idiozia del “parcheggio rosa” quelli si che sono vere offese all’intelligenza umana.

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