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Roma, 8 ott – I numeri del contagio sono «importanti» per l’aumento dei positivi ma rimangono «molto diversi da quelli di marzo e aprile». Questa l’opinione sostenuta per l’ennesima volta dal professor Matteo Bassetti in collegamento con Omnibus su La7 per commentare i dati dell’epidemia registrati ieri.

Interpretare i dati in modo corretto

«La paura, l’allarmismo, il terrorismo sono i peggiori consiglieri. E’ evidente che oggi – spiega – c’è da essere preoccupati più di quanto non fossimo tre mesi fa, perché il numero dei contagi cresce. Però bisogna anche provare a guardarli con l’interpretazione di numeri che sono sicuramente importanti, ma molto diversi da quelli di marzo e aprile». Pur invocando prudenza l’infettivologo ha invitato nuovamente a soffermarsi sulle percentuali di malati lievi o asintomatici, che complessivamente arrivano al 95%, senza creare paura o fare terrorismo. Un suggerimento che il nostro governo si sta guardando bene dal seguire.

Il 95% ha malattia lieve o è asintomatico

«Dico questo perché ieri, se prendiamo ad esempio la Toscana, il report ci dice che il 67% dei positivi sono asintomatici e il 25% circa sono paucisintomatici. Il che vuol dire che oggi abbiamo il 95% dei contagiati che ha una malattia moderata». Poi passa parlare delle ospedalizzazioni: «crescono quelle di medio-bassa complessità e crescono meno quelle in terapia intensiva. Quindi si è invertita rispetto alla situazione di marzo e aprile la tipologia delle ospedalizzazioni». 

Messaggi rassicuranti

Bassetti non intende certo negare il rischio o invitare ad abbassare la guardia: «non vuol dire che dobbiamo essere tutti tranquilli e sereni e che tutto finirà a breve, però bisogna anche saper dare alla popolazione dei messaggi rassicuranti, e dire “usate le precauzioni individuali che conosciamo, non solo la mascherina ma anche le altre come il distanziamento, che è una delle misure più importanti, il lavaggio delle mani, stare a casa se si hanno sintomi, vaccinatevi”». Secondo il professore gli italiani si sono comportati bene. «Ora è il momento di una piccola stretta, dobbiamo tutti insieme collaborare, ma non è con la paura e con il terrore che, secondo me, che si ottengono dei risultati».

La mascherina in casa? insostenibile

E sul tema dei contagi in famiglia portati demonizzati da Conte: «Eviterei di proporre cose che sono insostenibili, come la mascherina in casa. Giusto invece spingere sui provvedimenti quando possono essere verificati e condivisi dalla popolazione. Ma è chiaro che in un momento come questo, persone che escono abitualmente e vanno a trovare i nonni debbano mettere la mascherina e non abbracciarli».

Cristina Gauri

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