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Lampedusa, 6 giu – Questa notte sono state date alle fiamme, nell’isola siciliana tristemente nota per il record di sbarchi, le imbarcazioni con cui sono arrivati negli anni e nei mesi gli immigrati irregolari.

Barche in fiamme a Capo Ponente

Le barche erano state ammassate nell’area adiacente al campo sportivo e nell’area del deposito di Capo Ponente. Tutta la stazione dei pompieri e i carabinieri dell’isola hanno cercato di domare le fiamme che sono divampate nella notte. La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta sul punto. Salvatore Vella, procuratore aggiunto di Lampedusa, dichiara: “Metteremo tutto l’impegno possibile per fare luce su questi episodi di intolleranza che non rendono giustizia alla solarità del popolo di Lampedusa e che possono danneggiare seriamente il turismo, fonte di ricchezza dell’isola. Lampedusa non può diventare un luogo di guerriglia urbana”.

Provenzano: “Non lasceremo spazio all’odio”

Per la mattinata era prevista sull’isola la presenza di Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano. In realtà, la visita era prevista per “ribattere” a chi ha impacchettato la Porta d’Europa: “La generosità, la dignità, il rispetto dei diritti umani che la comunità di Lampedusa ha tenuto alta in questi anni, per l’Italia intera non lasceranno spazio all’odio dei pochi vili che hanno deturpato il monumento simbolo dell’accoglienza”. Queste le parole di Provenzano su Facebook.

Martello: “C’è una strategia dietro”

Totò Martello, sindaco di Lampedusa, sostiene che ci sia dietro l’atto una strategia precisa: “C’è un disegno preciso per alimentare un clima di tensione e soffiare sul fuoco di una situazione già difficile per la nostra isola”. “C’è una strategia precisa per destabilizzare Lampedusa” poi aggiunge ancora Martello “si tratta di persone che non improvvisano ma che sanno come muoversi. Non so di chi si tratta, altrimenti li avrei già denunciati. Di sicuro dobbiamo mantenere alta la guardia. Lo Stato deve riaffermare la sua presenza sull’isola e lo deve fare anche attraverso azioni concrete”. Questa notte, intanto, a Cala Madonna è arrivata una imbarcazione con cinquanta immigrati a bordo. Un’altra, con altre sessanta persone, è arrivata poco dopo.

Ilaria Paoletti

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