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Roma, 6 giu – La Campagna di Albania è stato un fronte della Grande Guerra che ha visto l’Italia partecipare e combattere attivamente al fianco del principato albanese. Gli interessi italiani, francesi e serbi nell’ottenere uno sbocco solido e statico anche in territorio dell’Epiro andarono a cozzare contro la volontà dell’Impero Ottomano ed Austriaco di occupare i territori dipendenti da Istanbul. Furono gli italiani a combattere, in prevalenza, al fianco delle altre potenze dell’Intesa. Molti dei nostri valorosi eroi caddero anche per la causa: tra loro vi era anche Ezio De Marchi.

L’alpinista irredento

La storia di Ezio De Marchi è paragonabile, per certi versi, a quelle avventure da Mille ed una Notte. Il carattere, anzi l’animo più che altro, di De Marchi, di certo, era assolutamente innamorato della natura e dell’avventura. Nato a Servola il 1° febbraio 1895, coniugò la sua passione per lo studio e l’insegnamento all’altro grande amore per l’alpinismo. Il giovane diventò insegnante prima a Trieste e, poi, a Civitavecchia. Gli ideali irredentisti si facevano già strada nella mente del giovane friulano finché, nel 1915, non decise di imbarcarsi clandestinamente per raggiungere Venezia.

La guerra era alle porte, i patrioti italiani presenti in tutti quei territori soggetti ancora al dominio asburgico non ci misero molto tempo prima di affluire, di nascosto, in territorio veneto pronti per combattere contro gli occupanti. Molti di questi, tra le altre cose, divennero spie antiaustriache dal momento che conoscevano la lingua del luogo ed erano ancora in possesso dei documenti identificativi locali.

Ferito ma desideroso di combattere

Dopo pochi mesi di combattimento, però, il giovane venne ferito gravemente in combattimento. In un attacco alle trincee nemiche, infatti, un proiettile esplosivo lo colpì alla gamba. Il giovane dovette lasciare il campo di battaglia per quasi un anno prima di ripartire per il fronte. Questa volta in Macedonia.

Lanciatosi fuori dalla propria trincea, a Conca Meglenci, nei pressi di Monastir, Ezio De Marchi morì colpito a morte dai nemici austriaci il 9 maggio 1917. In suo ricordo venne concessa la medaglia d’argento al valor militare anche se la sua memoria passò rapidamente in secondo piano per la causa, pur sempre nobile, per la quale aveva combattuto. Si pensi solo al fatto che la salma di De Marchi tornarono in Patria solo molti anni dopo.

Tommaso Lunardi

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