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Ascoli Piceno, 19 dic – Scoppia la polemica sul “pericolo fascista” ad Ascoli Piceno. Oggetto della contesa, un pericolosissimo pupazzo di Babbo Natale a cui qualche buontempone ha alzato il braccio – con tanto di supporto per mantenere la posizione – a mimare un saluto romano. La figura si erge in via Erasmo Mari, nel centro cittadino, e ha la fascetta dell’Ascoli calcio al collo. Una goliardata che ha fatto rizzare i capelli in testa agli antifascisti cittadini, in una località che tempo addietro era già stata sferzata dalla bufera mediatica, per una cena di commemorazione della marcia su Roma a cui avevano partecipato anche degli esponenti cittadini di Fratelli d’Italia.

La cena della discordia

In quell’occasione la gendarmeria progressista ascolana, qui nella persona della caposardina locale Ilaria Chiovini, aveva subito alzato le antenne condannando la cena e chiedendo misure repressive: «La promozione di tale avvenimento storico non è nient’altro che un intollerabile atto di apologia del fascismo – si era lamentata su Facebook – L’apologia del fascismo è un reato, e non si può banalizzare affermando che “non si può vivere con i fantasmi del passato”. Chiedo che ci sia un immediato intervento a riguardo a tutela della democrazia, e del popolo italiano, soprattutto del popolo piceno che ha pagato centinaia di giovani vite per la conquista della libertà».

La sardina abbocca di nuovo

Anche nel caso del Santa Claus fascista la Chiovini si è subito fatta venire il mal di stomaco, e ha postato le sue rimostranze nel gruppo delle sardine di Ascoli: «Questo è quello che accade ad Ascoli Piceno. Poteva succedere ovunque, e invece proprio qui. Nella città in cui le rievocazioni fasciste sono goliardate e parlarne è uno spreco di tempo, in cui la parola fascismo è ormai folklore e gli ascolani ne hanno le tasche piene di queste chiacchiere. Nella città in cui succede tutto questo ma poi si vota la cittadinanza onoraria alla Segre, forse per lavarsi la coscienza? Comunque pupazzo è chi il pupazzo fa. Questo mi sembra decisamente l’emblema». Il braccio del pupazzo è stato in seguito abbassato. 

Cristina Gauri

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