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Roma, 5 feb – “Se per sardine intende il prodotto di marketing, garante dei salotti e delle élite, allora sì, sono manovrate“. Dopo lo “scisma” dalle sardine, risultato di fatto in un’autoespulsione dal movimento, Stephen Ogongo viene allo scoperto e ammette quello che ormai è il segreto di Pulcinella degli ultimi mesi: altro che spontaneità, altro che movimento di piazza, le sardine sono eterodirette.  



La piazza è spontanea

Pur ammettendo l’esistenza di qualcuno che tira i fili di Santori e compagnia bella, l’ex caposardina capitolino ci tiene a precisare che le migliaia di pescetti scesi in piazza hanno sempre agito spontaneamente: “Ma se si intende la gente che va in piazza, quelle non le manovra nessuno”. E rivela che la genesi delle sardine romane è stata del tutto indipendente da quella felsinea. Ogongo, in sostanza, non ha dovuto chiedere il permesso a nessuno: “Quando ho lanciato le sardine di Roma non ho chiesto il permesso a Santori&Co. I bolognesi si sono aggregati dopo. Se le sardine sono un marchio registrato, come vogliono i fondatori, io mi sono auto espulso”.

Gli errori dei pescetti

Le sardine di Roma andranno avanti senza Ogongo lo scismatico? “Se saranno un club di amici che si inchinano al capo, fiancheggiando il Pd e, di nascosto, il suo candidato sindaco, andranno avanti senza di me. Se invece saranno un’organizzazione aperta io ci sarò”. E poi attacca i vertici bolognesi: “Il loro principale errore è stato quello di aver schierato il movimento a sinistra. Non tutte le persone che hanno riempito piazza San Giovanni erano di sinistra”. Ogongo stigmatizza la visione in bianco e nero di Santori: il suo mondo, spiega, è quello “di Peppone e Don Camillo, buoni contro cattivi e nessuno spazio per superare le divisioni inutili“. E sulla foto coi Benetton: “Andare dai Benetton è una scelta di campo. Sono l’esempio dello sfruttamento a uso privato di un bene pubblico e il fatto che l’incontro sia stato tenuto segreto dimostra che Santori e i suoi amici sapevano che stavano sbagliando”.

E conclude con un avvertimento in vista di domenica 16 febbraio, giorno della prossima manifestazione delle sardine a Roma: “Ci sarò e spero ci siano più cittadini possibili, perché chi scende in piazza non la pensa come Santori e i suoi. Loro strumentalizzano questa voglia di partecipare, molti lo hanno capito e si sono allontanati. Non me lo auguro, ma questa volta in piazza ci sarà meno gente”.

Cristina Gauri



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4 Commenti

  1. Beh il signor Ogongo ha spirito critico e giustamente in una scatoletta di sardine non si trova più così bene.

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