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Roma, 11 mag – Uno stato serio salva i suoi cittadini. Ora però iniziamo con il discernimento tra uno stato serio e lo stato Italiano: lo Stato serio non tratta né sul costo né sulle vite sacrificabili; lo stato italiano al contrario tratta, arronza, si compromette con tutti ovvero si mette sotto schiaffo molto facilmente. Non è nostra intenzione portare il caso di Silvia Romano ad esempio massimo della non-sovranità dell’Italia, si darebbe troppa importanza a un caso che come era stato dimenticato per diciotto mesi e rispolverato solo ieri, tornerà presto nel dimenticatoio dei media italiani insieme ai terremoti, all’Ilva, allo scandalo Palamara e a tanto altro… fa parte dello show, no? Casi molto più eclatanti della non-sovranità dell’Italia sono stati l’intervento in Libia, in Siria, le sanzioni alla Russia o lo schiaffo di Erdogan all’Eni nel Mare Egeo, solo qualche mese fa, il Mes all’ordine del giorno. Quindi è giusto inquadrare il caso Romano come semplice caso mediatico, buono a far scannare le parti politiche e a concentrare, almeno per qualche giorno, le isterie collettive verso un punto focale.



Una vittoria di Pirro

E’ indubbio che sia giusto il ritorno della cooperante sul patrio suolo. Le modalità del riscatto sono discutibili, certo, ma in ogni caso perché avversare una donna che almeno “li aiutava a casa loro”? Di conseguenza, viene naturale dire che un sentimento che ti spinge all’impegno in territori non proprio sicuri dovrebbe farti accettare anche le naturali conseguenze, senza piagnistei o luoghi comuni. Fa parte dell’ordine naturale delle cose: quell’ordine che spesso viene sottovalutato da molti volontari imbevuti di melting pot e cosmopolitismo tanto al chilo, quell’ordine che si riafferma quando gli interlocutori non sono poi così inclini allo scambio culturale e non ci tengono proprio alla tolleranza religiosa. Non bisogna essere ipocriti e nemmeno cascare nel tifo da bar: è esattamente ciò che serve a questo governo di “figli di troika”. Discutiamo piuttosto questo governo in cerca di medaglie di pongo per far dimenticare a tutti che la realtà è vicina a un baratro.

Il ritorno della Romano è una vittoria pirrica se pensiamo che la sua liberazione è costata alle casse dello stato italiano, tra indagini e riscatto, una cifra che Fausto Biloslavo sulle colonne del Giornale ha inquadrato tra i tre e i sei milioni di euro. Milioni di euro spesi per un’estorsione in piena regola, mentre il lockdown obbligatorio sta scatenando un terremoto socio-economico senza precedenti (non solo in Italia). Forse uno Stato serio avrebbe liberato una delle sue con un’azione militare; certamente uno stato almeno “decente” eviterebbe di sventolare il successo dei quattrini nel caso Romano. “È tornata, abbiamo pagato. Non si ripeterà”. Questo sarebbe dovuto uscire dalle bocche di gente decente, senza le manie di grandeur di Giuseppi.

Il rischio icona politicamente corretta

In questo caso ovviamente non poteva mancare il connotato buonista, l’innesco perfetto per le isterie collettive della destra e della sinistra. “Si è convertita”, ora si chiama Aisha ed è scesa all’aeroporto velata come una musulmana in piena regola. Forse è sindrome di Stoccolma o forse un’illuminazione. Ma è così importante? Noi possiamo decidere se cascare nel tranello teso dal politicamente corretto all’opinione pubblica oppure avere un minimo di cervello per capire che il suo ritorno in questo momento, con queste modalità, non è un caso. Quanto ci vorrà prima che la volontaria rapita-convertita sarà ospite unica da Corrado Formigli?

Quanto ci vorrà prima che ce la ritroveremo a parlare di accoglienza e a pontificare sull’immigrazione da Fabio Fazio mentre commercianti e piccoli imprenditori stringeranno il cappio intorno al loro collo? Non possiamo dirlo, ma possiamo già immaginarla al festival di Sanremo 2021. In fondo questo sistema ha bisogno ciclicamente di araldi in grado di polarizzare le opinioni: lo ius soli, Greta Thunberg, tutti casi mediatici in cui ci sembrava non si potesse più vivere senza. Articoli da ritirare fuori nelle occasioni speciali, come la Jebreal che dopo la kermesse e i fiumi di polemiche di Sanremo 2020, è tornata nel dimenticatoio. Personaggi pescati e ripescati per i sermoni buonisti sulle donne, sui gay, sulle minoranze.

Probabilmente questa sarà la fine di Silvia Romano: una nuova bandierina nella faretra del mainstream, che ci ricorderà non solo l’impotenza dello Stato italiano in Africa sotto lo schiaffo turco, ma quanto sia importante scendere a patti con i terroristi, quanto sia bello accogliere nuove religioni, quanto sia bello convertirsi. Vi immaginate se tornando, un volontario rapito avesse detto che avrebbe voluto morire piuttosto che essere liberato con i soldi? Se fosse tornato islamofobo? I volontari sono carini e coccolosi solo quando possono essere utilizzati nella perenne vulgata etnocida.

L’alternativa

Per questo lanciamo un appello a Silvia Romano, anche per evitare una prevedibile marea d’insulti ineleganti: fatti da parte. Ora che sei tornata dedicati al volontariato. Ma nel rispetto delle famiglie che ancora non hanno avuto un soldo per affrontare la crisi economica causata dal Covid-19, nel rispetto degli italiani da mesi rinchiusi e distanziati dai propri cari, nel rispetto di chi non riaprirà mai la sua attività commerciale, cerca di defilarti e vivere al meglio le tue decisioni. Un invito rivolto a tutti è di non diventare marionette del pensiero unico.

Libero Baluardo

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3 Commenti

  1. Un ventilatore polmonare costa circa 15000 euro.Imaginate quanti ventitatori polmonari si potevano comprare con i soldi pagati per il riscatto di questa infedele.Inoltre,pagando questi terroristi gli diamo la possibilità di comprare armamenti e continuare ad assaltare chiese e uccidere i nostri fratelli cristiani.Questo governo non solo e una vergogna, ma è complice dello stermino di cristiani nel medio oriente.

  2. Una vergogna è diventata l’Italia ormai sta diventando sempre di più un paese filoislamico a cominciare dal Vaticano abbiamo portato a casa un’altra araba nemica di noi italiani veri ed amica dei delinquenti parassiti comunisti e preti pedofili siamo gli unici nel mondo che paga riscatti per riportare a casa buffoni finti buonisti che vanno volontariamente ad aiutare selvaggi trogloditi quando qui la povertà è sempre di più vergogna comunisti maledetti.

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