Milano, 18 gen – Beppe Grillo è indagato a Milano per traffico di influenze illecite per alcuni contratti pubblicitari sottoscritti dalla compagnia di navigazione Moby con il blog Beppegrillo.it.  Anche il patron della compagnia, Vincenzo Onorato, risulta essere indagato.

Beppe Grillo indagato a Milano per contratti pubblicitari con la compagnia Moby

Il fondatore e garante del M5S è indagato nell’ambito di una serie di sequestri e acquisizioni di documenti che la Guardia di finanza di Milano sta eseguendo da stamattina nella sede della Beppe Grillo srl. Le indagini riguardano alcuni dei beneficiari di contributi, o controparti di contratti, della compagnia di navigazione in bancarotta. La Moby è stata ammessa nel giugno 2020 dal tribunale di Milano alla procedura di concordato preventivo. Procedura proposta dal gruppo (che fattura 700 milioni e impiega 6mila marittimi) a obbligazionisti, alle banche e allo Stato, chiamato in causa anche per la questione Tirrenia.

Al blog Beppegrillo.it 240mila euro in due anni

Nel dettaglio, l’accordo con la Beppegrillo.it nel 2018-2019 prevedeva un compenso di 120mila euro l’anno, per due anni, commissionando in cambio al blog di Grillo uno spot al mese e l’inserimento di messaggi pubblicitari, contenuti redazionali e interviste a “testimonial” della Moby da pubblicare anche su Facebook, Twitter e Instagram.

Alla Casaleggio Associati fino a 600mila euro

Inoltre Moby nel 2018 strinse un secondo accordo, stavolta con la Casaleggio Associati, affinché la piattaforma di strategie digitali di Davide Casaleggio (figlio dell’altro fondatore del M5S, Gianroberto) curasse un piano strategico per sensibilizzare l’opinione pubblica. Nello specifico, per un compenso teorico fino a 600mila euro ma di 250mila euro nel primo anno in caso di obiettivo raggiunto, la Casaleggio Associati era incaricata della “stesura di un piano strategico e la gestione di iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica”. Nonché “gli stakeholder del settore marittimo sulla limitazione dei benefici fiscali del Registro Internazionale alle sole navi che imbarcano equipaggi italiani o comunitari”. Obiettivo: “Sensibilizzare le istituzioni e raggiungere una community di un milione di persone”.

Finanziamenti anche a Change di Toti, Open di Renzi, Pd e FdI

Più in generale, al centro delle verifiche del dipartimento per i reati contro la pubblica amministrazione ci sono i finanziamenti erogati da Moby anche a fondazione Change di Giovanni Toti, fondazione Open di Matteo Renzi, al Pd e anche a FdI, ma non risulterebbero altri indagati. Nel mirino anche i 550mila euro destinati a Roberto Mercuri (non indagato), ex braccio destro dell’ex vicepresidente di Unicredit Fabrizio Palenzona. A cui si aggiungono 50mila euro all’associazione senza fini di lucro “Fino a prova contraria”. E pure l’acquisto e la ristrutturazione per 4,5 milioni di una villa in Costa Smeralda per “rappresentanza” aziendale. Nonché appartamenti di lusso a Milano “in uso a rappresentanti del Cda”, noleggio di jet privato e auto di lusso.

Ludovica Colli

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