Roma, 18 gen – Roberta Metsola è il nuovo presidente del Parlamento europeo. L’eurodeputata maltese, membro del Ppe, è stata eletta al primo turno con 458 voti favorevoli. Per pochi giorni è ha ricoperto la carica di vicepresidente ad interim dopo la prematura scomparsa di David Sassoli. Adesso Metsola guiderà ufficialmente l’unica istituzione Ue i cui rappresentanti sono eletti direttamente dai cittadini degli Stati membri.

L’europarlamentare di Malta ha ricevuto un ampio consenso, superiore peraltro a quello avuto da Sassoli che fu eletto alla seconda votazione con 345 voti. Se escludiamo i verdi, Metsola è stata votata praticamente da tutte le principali forze del Parlamento europeo: conservatori, socialisti, liberali e pure leghisti, che proprio stamani hanno annunciato il loro sostegno. “La Lega appoggerà la candidatura della candidata Metsola, della quale apprezziamo la sensibilità e le posizioni dimostrate nel tempo su temi importanti quali contrasto all’immigrazione clandestina e difesa dei valori della famiglia”, ha dichiarato il capo delegazione, Marco Campomenosi.

Meno raggianti sembrano invece i media di sinistra italiani, piuttosto tiepidi nel commentare l’elezione del nuovo presidente del Parlamento Ue. Anzi, c’è pure chi si spinge oltre, affermando che la nomina di Metsola sia un punto a favore dei sovranisti. Ne è persuaso ad esempio l’Huffington Post, che definisce l’eurodeputata maltese una “convinta anti-abortista di un paese dell’Ue, Malta, dove l’aborto è ancora illegale”. Perplesso, per la stessa ragione, anche Open.

Chi è davvero Roberta Metsola?

Ma chi è davvero Roberta Metsola? E’ sul serio una sovranista impegnata nel contrasto all’immigrazione illegale – come sostenuto dalla Lega-  e addirittura anti-abortista, come ventilato dai progressisti di casa nostra? Occhio agli abbagli, dettati da alcune prese di posizione estemporanee. Per comprendere quanto l’apparenza inganni, basterebbe leggere le prime dichiarazioni da presidente del Parlamento europeo dell’eurodeputata maltese. Non troverete traccia di visioni cosiddette “pro life” e neppure riferimenti particolari alla questione migratoria. C’è semmai altro, che di certo non dispiacerà ai progressisti.

“Coloro che cercano di distruggere l’Europa – ha detto Metsola – sappiano che questo parlamento la difenderà. Per coloro che minacciano donne e cittadini Lgbt sappiano che questo Parlamento li difenderà, coloro che minacciano lo stato di diritto sappiano che non indeboliranno l’unità di questo Parlamento”. Ora, al netto delle parole di circostanza e dell’ovvia condanna per coloro che vigliaccamente minacciano le persone, è quantomeno curioso il subitaneo richiamo “ai cittadini Lgbt”. Almeno, dovrebbe esserlo per chi si aspettava ben altro.

In realtà, per capire come mai l’eurodeputata maltese è gradita all’establishment europeo, basterebbe leggere il documento redatto da Kumquat Consult per Open Society, nota organizzazione legata al magnate George Soros. Nel rapporto in questione vengono indicati gli europarlamentari più affidabili (relativamente alla legislatura 2014-2019) per il “re dei finanzieri” ungherese. Tra questi esponenti c’è pure Roberta Metsola. Come mai? Perché, tra le altre cose, secondo Open Society ha visioni “molto progressiste” e si interessa in modo particolare a “diritti LGBTI e di tutte le minoranze”. La Lega è davvero sicura che votare l’europarlamentare maltese sia stata una scelta azzeccata?

Eugenio Palazzini

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