Bolzano, 10 ago – Ancora una volta la città di Bolzano torna alla ribalta delle cronache per episodi di violenza legati ai tantissimi immigrati accolti nel capoluogo altoatesino. Una situazione al limite che ogni giorno sfocia in gravi situazioni e che rischia di scoppiare in un vero allarme sociale difficile da contenere. L’ennesimo fatto è avvenuto lo scorso lunedì sera intorno alle ore 22:00 nella centralissima piazza Walther, salotto del centro storico bolzanino. Un giovane immigrato africano ha aggredito con una mannaia due coppie di turisti italiani con un bambino di soli 2 anni.

Una tranquilla serata d’estate

Le coppie di turisti provenienti dalla Sicilia, isola che più di altre regioni ben conosce il problema immigrazione, stavano acquistando le sigarette al distributore automatico di piazza Walther, la famosa piazza del Mercatino di Natale. Una delle coppie, inoltre, aveva con sè il figlio di appena due anni. In questa calda serata di inizio luglio, erano da poco passate le ore 22 ed erano pochi i passanti e gli avventori nella vasta piazza, tanto che le due coppie italiane sono state prese subito di mira da un immigrato africano visibilmente alterato.

Un’aggressione immotivata

L’immigrato africano si è da prima scagliato verbalmente contro il gruppo di italiani, inizialmente intimoriti e silenti davanti alle escandescenze del giovane straniero, per poi passare dalle parole ai fatti al primo cenno di ribellione degli italiani da sottomettere. Le coppie hanno infatti ripetutamente provato a calmare l’africano, in vano, fino a quando questo, ancora più esaltato dalla propria posizione di forza, si è avventato contro gli italiani. Il 25enne straniero ha quindi estratto dalla tasca un grosso arnese simile ad una mannaia tentando di colpire gli sventurati turisti. Più fendenti sono stati rivolti verso le teste e il corpo dei malcapitati, senza che fortunatamente nessuno sia andato a segno.

Gli italiani si difendono

Ai colpi di mannaia sferrati dall’immigrato africano, le due coppie di italiani hanno risposto con prontezza di riflessi e brandendo le sedie di un vicino bar, per tenere l’aggressore a distanza. Sentite le urla e alla vista della vergognosa scena, alcuni avventori della piazza hanno quindi chiamato il 112 per richiedere l’immediato intervento delle forze dell’ordine. Giunti sul posto in brevissimo tempo, gli agenti si sono dati all’inseguimento dello straniero in fuga verso il vicino parco della Stazione. Occultata l’arma da taglio, l’africano è stato poco dopo raggiunto e fermato dalla volante della Polizia che, grazie al riconoscimento da parte dei turisti, lo hanno trasportato in questura.

Zona in mano agli immigrati

Il giovane immigrato è un venticinquenne proveniente dall’Africa subsahariana. A differenza di quanto avviene per italiani ed europei, l’identità dello straniero non è stata fornita dagli organi preposti. Né è stato reso noto se sia in possesso di permesso o meno di soggiorno o in quale dei tanti centri di accoglienza presenti in città sia ospitato. E’ ancora da capire se l’immigrato africano sia trovasse in stato di ebrezza o alterato da qualche sostanza stupefacente. Il vicino parco della Stazione di Bolzano, è ormai noto essere il ritrovo di pusher stranieri e clan nigeriani che spacciano anche in pieno giorno proponendo a chiunque le proprie sostanze. Una vera zona franca in mano straniera, sempre più difficile da controllare e gestire, perennemente al centro delle cronache per i più svariati episodi di violenza e criminalità ad opera di immigrati.

Una condotta violenta recidiva

Da quanto emerso nella centrale di polizia, non è però la prima volta che il venticinquenne immigrato ha creato problemi a Bolzano. Nei giorni antecedenti quest’ultimo episodio, infatti, l’africano è stato più volte fermato dalle volanti per vari episodi di inciviltà e pericolosità. Sempre rilasciato dalla questura per mancanza di elementi atti all’applicazione di leggi insufficienti, l’immigrato ha forse compreso di essere al luna park del degrado, agendo pericolosamente di conseguenza per l’ennesima volta. Per fortuna, il coraggio dei turisti italiani e la prontezza degli agenti intervenuti, hanno evitato conseguenze brutali che potevano avere risvolti ben più drammatici. Episodi a cui le cronache, locali o nazionali, ci hanno purtroppo abituato anche se, troppo spesso, gli organi di stampa tentano di omettere o nascondere.

Le attenuanti del giornale Alto Adige

Una volta condotto in questura, l’immigrato africano è stato denunciato per l’ennesima volta e successivamente trasportato dagli agenti nel reparto di psichiatria dell’ospedale San Maurizio. Qui il giovane straniero è stato sottoposto ad una prima visita psichiatrica per poi essere ricoverato nel nosocomio bolzanino. Proprio quest’ultimo particolare è sembrato maggiormente interessare al quotidiano locale, “Alto Adige”. In un articolo a firma Paolo Tagliente, l’organo di stampa più letto dalla comunità italiana dell’Alto Adige ha per l’ennesima volta evidenziato la situazione mentale dell’aggressore straniero legata ai “disturbi psichici”. Un attenuante? Una chiave di lettura buonista che tende a portare i lettori a tollerare il folle gesto dell’immigrato con un “ma sì, poverino…”?

Andrea Bonazza

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