Roma, 10 ago — Dal prossimo settembre in Polonia farà curriculum scolastico anche l’abilità di maneggiare armi da fuoco, con sessioni di tiro al poligono e lezioni dedicate alla familiarizzazione con fucili e pistole. «In questo modo i polacchi saranno in grado di difendersi». Sono le parole del ministro dell’Istruzione Przemysław Czarnek all’emittente Republika Television e riprese da L’Espresso. «Se avessimo fatto questa proposta solo qualche anno fa, avremmo subito forti critiche da parte dell’opposizione. Ma oggi credo che tutti siamo d’accordo sul fatto che l’addestramento alla difesa deve tornare».

In Polonia gli studenti imparano a sparare

Casus belli alla base dell’iniziativa è stato infatti l’invasione russa dell’Ucraina. Ritrovarsi la guerra davanti allo zerbino di casa ha costretto il ministero a valutare in maniera differente la questione dell’educazione dei giovani alle armi, che verrà presentata sotto forma di lezioni di «educazione alla sicurezza» con l’obiettivo di preparare i ragazzi ad affrontare un’eventuale scenario bellico. Si tratta, in realtà, di corsi che i più grandi seguono già dal 2017, anno della riforma dell’Istruzione in Polonia, e che dal prossimo anno scolastico — cioè dal prossimo settembre — verranno impartiti anche agli alunni dell’ultimo anno delle medie e nelle prime classi delle superiori. Le lezioni «saranno integrate con questioni relative alla difesa dello Stato, all’acquisizione di abilità di tiro, e con le basi del soccorso tattico».

Si parte con la teoria

Gli studenti più piccoli, a partire dalla terza media, inizieranno seguendo solo lezioni teoriche, onde acquisire le conoscenze base per l’utilizzo sicuro delle armi. Anche perché «è difficile immaginare che un insegnante di geografia o di educazione fisica possa tenere lezioni sul porto d’armi o sul tiro, dopo un breve corso di formazione. E non ci sono molti istruttori specializzati, perché i polacchi non erano massicciamente interessati alle pistole. Almeno fino allo scoppio della guerra in Ucraina», precisa Oko Press.

«Permettere ai bambini di toccare con mano cos’è una pistola serve a sentirsi più al sicuro. Secondo la legge polacca un quindicenne può essere educato alla sessualità, quindi, perché non possiamo formare i minori anche dal punto di vista della difesa?», è l’opinione favorevole di Mikołaj Pawlak, dal 2018 difensore civico dei diritti dei minori. Il programma prevede anche moduli su topografia e sicurezza informatica. Questo — cosa che non ha mancato di suscitare polemiche — a scapito dell’educazione sanitaria che verrà cancellata del tutto dalle lezioni. Ma la decisione del governo è irrevocabile, tenendo fede al vecchio adagio: si vis pacem…

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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