Roma, 10 ago – Un tecnico super partes? Un economista da ascoltare perché slegato dagli schieramenti politici? Illusioni ottiche. Carlo Cottarelli, dato più volte per premier, presidente della Repubblica, ministro, impareggiabile risolutore di tutto e di niente, si candida con Pd e Più Europa. “Sono felicissima che Carlo Cottarelli abbia accettato l’offerta di #PiùEuropa e del #PD di essere candidato comune alle prossime elezioni. È un dato di ulteriore e reale serietà rispetto al nostro accordo politico su prosecuzione agenda Draghi”, cinguetta Emma Bonino. Difficile darle torto, che “Mister Spending Review” sia una garanzia di fedeltà alla linea dragoniana è lapalissiano. Certo, se chi ne tesse continuamente le lodi ce la mostrasse, questa fantomatica agenda Draghi, sarebbe tutto ancora più chiaro. Al contrario, sembra più facile reperire la pietra filosofale.

Chi è Carlo Cottarelli, alias Mister Spending Review

Sappiamo però molte altre cose dell’ex direttore del dipartimento Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale – attualmente membro del consiglio esecutivo dello stesso Fmi – che oggi ha deciso di scendere ufficialmente in campo col Pd. Giusto per fugare qualsivoglia dubbio sulla sua imparzialità. Dubbi per la verità piuttosto flebili, se consideriamo che nel 2013 venne assunto dall’allora presidente del Consiglio Enrico Letta come commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica. Fu allora che si guadagnò l’emblematico soprannome di “Mister Spending Review”.

A proposito di programmi “lacrime e sangue”

Vecchi tempi? Può darsi, se non fosse che dal marzo 2021 Cottarelli presiede “Programma per l’Italia”, ovvero un comitato scientifico “di matrice liberale” che elabora proposte economiche e fino alla rottura di qualche giorno fa era composto da Più Europa, Azione, Partito Repubblicano Italiano, Alleanza Liberaldemocratica per l’Italia (ALI) e I Liberali. Un allegro carrozzone.
Prima che Lega e M5S riuscissero ad accordarsi per formare un governo, guidato da Giuseppe Conte, fu invece il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a nominare Cottarelli primo ministro incaricato, per un governo ad interim che avrebbe condotto l’Italia a nuove elezioni. Insomma, l’ultraliberista Cottarelli in campo c’è sempre stato, ricoprendo diversi ruoli anche prestigiosi. E dunque cosa ci aspetterebbe con lui in un potenziale esecutivo a guida Pd, lo sappiamo già. Si veda alla voce “programma lacrime e sangue”, così come lo definì Repubblica già nel 2013, commentando i piani di Cottarelli.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. Sono molto onorato di aver accettato la candidatura comune che mi hanno proposto Pd e +Europa – spiega dagli Stati Uniti Cottarelli – L’ho fatto perché le prossime elezioni sono le più importanti dei prossimi anni, si confrontano due visioni, una progressista e una conservatrice”.
    Da Repubblica.
    Leggere attentamente.
    Più chiaro di così.

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