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Caronia, 19 ago – Una segnalazione di un volontario che ha preso parte alle ricerche di Gioele Mondello, il bambino di 4 anni scomparso il 3 agosto insieme alla madre Viviana Parisi, poi ritrovata morta 5 giorni dopo, a Caronia (in provincia di Messina) ha portato al ritrovamento di alcuni resti ossei e tracce di indumenti – sembrerebbe una magliettina- compatibili con quelli indossati dal piccolo. Secondo gli investigatori, i resti ossei e i brandelli di indumenti portano a Gioele “al 99 per cento”. Le tracce sono state segnalate da uno dei volontari che da giorni affiancano le forze dell’ordine nelle ricerche. Si tratta di un carabiniere in congedo. Il posto, coperto da rovi e arbusti, si trova a circa 200 metri dall’autostrada Messina-Palermo dove la mamma e il figlio sono stati visti per l’ultima da un testimone, dopo un incidente, mentre la donna scavalcava il guard rail con il piccolo in braccio e si inoltrava nella boscaglia. Il luogo del ritrovamento è una certa distanza dal punto in cui è stato trovato il corpo della madre del piccolo, ai piedi di un traliccio della rete elettrica. Fonti investigative parlano del “busto di un bambino totalmente irriconoscibile”.

Familiari sul luogo del ritrovamento, si attende riconoscimento

Sul luogo si sono recati anche i familiari del piccolo – il padre Daniele Mondello, la zia Mariella e il nonno paterno Letterio – per verificare se gli indumenti ritrovati appartengono effettivamente al piccolo scomparso. Sul posto si trovano anche il Procuratore di Patti Angelo Cavallo, che coordina le indagini, due medici legali, la polizia scientifica, uomini della Protezione Civile e le squadre dei vigili del fuoco. La zona è stata inibita all’ingresso dei giornalisti e della folla di volontari e curiosi. Dal canto suo, il padre di Gioele ribadisce di non credere all’ipotesi omicidio-suicidio, sebbene sia stato rinvenuto un certificato medico secondo cui la moglie soffriva di paranoia e delirio mistico: “Viviana non l’ha ucciso, l’amava troppo”.

Ludovica Colli

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