maròAmburgo, 24 ago – Sembrava proprio Ponzio Pilato il presidente del Tribunale internazionale di Amburgo chiamato in causa sulla vicenda dei Marò, che dopo una interminabile concione praticamente si è fatto portare la bacinella con l’acqua e se ne è lavato le mani.

La principale richiesta italiana (che ai due sia resa la libertà di movimento) è stata respinta perchè “non c’è urgenza”. Poi è stato ingiunto alle parti (Italia e India) di non continuare l’iter giudiziario e di depositare entro il 24 settembre copia delle denunce contro i due. Che da parte indiana sarebbe la denuncia contro ignoti presentata da Freddy Bosco, quella con l’orario falsificato alle 16:30.

Che “non ci sia urgenza” dopo tre anni di privazione della libertà personale senza accuse formali, il Ponzio Pilato di Amburgo lo può sostenere solo perché Latorre e Girone sono due italiani, ormai ridotti come siamo a sudditi di questo e di quello, sempre a pietir mancette, oboli, favori. Il “Re di Roma” può essere indifferentemente Casamonica o Narenda Modi, alla corte di Romolo Augustolo non si guarda per il sottile.

Il prestigio del Tribunale Internazionale per il Diritto del Mare ne esce azzerato, in pratica ha negato il motivo della propria esistenza. Ma noi non siamo stati umiliati così neanche l’8 Settembre. Di che fare si parlerà dopo, ora si può solo covare la rabbia.

Luigi Di Stefano

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Commenti

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1 commento

  1. Commento preso al volo dal web.

    Un deputato italoamericano ha detto chiaramente che Girone dovrebbe andare presso l’ambasciata USA a Dehli e chiedere asilo politico. Da li’ il ritorno in Italia, ha detto, sarebbe un giochetto… italiano in Usa

    Un saluto! B

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