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antifascistaCosenza, 22 mar – Poco più di un mese fa una informativa del Ministero dell’Interno segnalava una realtà nota a molti ma non a gran parte della stampa italiana: sono i centri sociali e in generale l’estrema sinistra ad attaccare sistematicamente CasaPound e in generale la destra radicale, non il contrario. Purtroppo domenica mattina da Cosenza è arrivata un’ulteriore conferma: quaranta antagonisti, del centro sociale “Rialzo”, hanno aggredito armati di caschi e bastoni un banchetto di Sovranità, al quale partecipavano sette militanti, di cui tre donne. Un attacco deliberato, che avrebbe potuto avere conseguenze gravi se non fosse stato per la pronta reazione dei ragazzi aggrediti, che si sono difesi respingendo gli aggressori.

“E’ stato un attacco vigliacco e premeditato”, ha detto al Primato Nazionale Mimmo Gianturco, consigliere

Il centro sociale Rialzo il giorno prima aveva annunciato l'agguato
Il centro sociale Rialzo il giorno prima aveva annunciato l’agguato

comunale per Sovranità al Comune di Lamezia Terme, uno degli aggrediti. “Stavamo per cominciare il nostro banchetto, noi di Lamezia eravamo in attesa dell’arrivo degli attivisti di Sovranità di Cosenza, quando ci siamo ritrovati accerchiati da una quarantina di esponenti del centro sociale Rialzo. A chi pensa che sia rimasta solo la violenza per tenerci a freno diciamo che questo è l’ennesimo passo falso perché gli italiani sono stanchi di inettitudine e prepotenza”, ha detto Gianturco.

L’attacco ha tutti i crismi della premeditazione, visto che la presenza di Gianturco e di Sovranità per un banchetto informativo era già annunciata. “Cosenza con determinazione ha sempre rifiutato la presenza di organizzazioni e di esponenti fascisti e neofascisti”, avevano scritto sulla pagina ufficiale del centro sociale Rialzo il giorno prima dell’agguato. “Anche domani saremo presenti e pronti a difendere la nostra città”, dando poi un appuntamento alle 8 di mattina. Purtroppo per i ragazzi dei centri sociali, nonostante il numero soverchiante e la “preparazione”, l’obiettivo non è stato raggiunto. Anche perché Sovranità è un progetto lanciato da CasaPound, i cui militanti non sono abituati a scappare davanti alle prepotenze di chi, spesso coperto se non proprio appoggiato da partiti di governo e Magistratura, crede di poter negare l’agibilità politica e la libertà di parola a chi la pensa diversamente.

Davide Romano

 

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3 Commenti

  1. ahahahah, hanno mandato al macello i loro stessi militanti che si sono trovati da soli in una città dichiaratamente ostile. Caro Gianturco, sapevi che le avreste prese, sapevi che Cosenza è una piazza difficile, sapevi che gli antifa si erano organizzati per affrontarvi eppure hai mandato i tuoi camerati in avanscoperta al macello. Ringrazia i compagni che non hanno portato armi e non hanno chiamato le centinaia di immigrati presenti alla fiera altrimenti a quest’ora diventavate dei salami come il vostro capo a piazzale loreto. E quando i tuoi si sono visti accerchiati dai compagni (che erano in numero superiore ma a volto scoperto e mani nude, non come dici te nei tuoi comunicati paraculi) alle domande “siete camerati?” rispondevano “no, no” oppure “università università” per poi darsi alla fuga come conigli una volta sgamati. E poi, mandare una donna sola a recuperare la tua macchina in mezzo ai compagni (che non l’hanno minimamente toccata)…. che coraggio e che camerattismo. Gianturco sei solo un infame che si è salvato infilandosi nella macchina della digos.

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