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Bologna, 3 feb – Lo chiamavano “circolo culturale nigeriano”, ma di culturale non aveva proprio nulla. Tutto ciò che i carabinieri vi hanno trovato nel blitz di stamattina, invece,  è stato una gran quantità di persone ammassate, rifiuti, ratti, droga, biciclette rubate e auto. Succede a Bologna, in via Stalingrado, dove i militari dell’Arma, in sinergia con gli agenti della polizia municipale di Bologna, hanno sequestrato un terreno, concesso in comodato d’uso al presidente di detta “associazione culturale” nigeriana, con finalità di cura del verde e manutenzione dell’area. Lo riporta il Resto del Carlino.



Stabile occupato

Dopo numerose indagini le forze dell’ordine erano venute a conoscenza del fatto che l’area, composta di tre stabili, era ben lungi dall’essere adoperata per gli scopi preposti: gli immobili erano stati occupati abusivamente da varie persone, tra cui individui con precedenti. Il blitz di stamattina ha rivelato che il fabbricato più grande era stato occupato e adibito ad alloggi abusivi, il secondo a deposito di materiali elettrici biciclette rubate, mentre il terzo ad alloggi di fortuna.

La scoperta

I carabinieri, è stato spiegato in conferenza stampa, “si sono trovati di fronte decine di persone ammassate sopra materassi sporchi, in condizioni igienico-sanitarie preoccupanti”. Gli occupanti “erano inoltre senza un idoneo sistema di areazione, eliminato dalla scelta di sigillare le finestre, col rischio di morire soffocati a causa delle esalazioni di monossido di carbonio provocate dai numerosi bracieri accesi, alimentati da bombole di gas e utilizzati per cuocere le pietanze o scaldare l’acqua, data l’assenza di un impianto idrico”. La corrente elettrica era “utilizzata attraverso la realizzazione d’impianti artigianali, privi delle basilari norme di sicurezza, con il rischio di corto circuiti, sovraccarichi e conseguenti incendi”, come già in passato era successo.

Condizioni igieniche inumane

I carabinieri hanno anche segnalato l’assenza di servizi igienici, ad esclusione di “un unico water a uso esclusivo di una sola persona”. All’esterno dell’area erano state realizzate alcune rudimentali latrine a cielo aperto, dove gli occupanti dello stabile espletavano i propri bisogni. “Le scarse condizioni igieniche hanno favorito la proliferazione di numerosi ed enormi ratti”, spiegano i carabinieri. Immediato l’intervento dei Vigili del fuoco e del personale sanitario dell’Ausl per documentare il rischio igienico-sanitario dei luoghi, così come quello legato alla presenza di di materiali potenzialmente infiammabili.

Un deposito di mezzi rubati

Nell’area recintata all’esterno delle strutture sono state ritrovate 30 vetture munite di targa, “di cui uno marca Fiat, modello 600, risultato oggetto di furto, 4 autoveicoli privi di targa, 10 veicoli tra motocicli e ciclomotori, di cui solo uno munito di targa, cumuli di masserie edili, diversi motori smontati e poggiati sul terreno, pneumatici, apparecchiature elettriche in stato di abbandono e un centinaio di biciclette di provenienza sospetta”.

Tutti clandestini

L’area è stata fatta oggetto di sequestro da parte dei militari dell’Arma. Per 43 persone, tutte irregolare sul territorio nazionale, è scattata la denuncia per violazione delle norme di legge sull’immigrazione clandestina, “di cui lo stesso presidente dell’associazione è consapevole, rendendosi autore del reato di favoreggiamento, immigrazione clandestina e sfruttamento, considerato che lo stesso riceveva denaro per l’ospitalità”, concludono i carabinieri.

Cristina Gauri

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