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Roma, 5 mar – Italia chiusa per coronavirus mentre arrivano i primi due contagi dall’ultima regione che era rimasta indenne: la Valle d’Aosta. I casi nel Paese salgono a 3.089, 107 le vittime. I guariti sono 276 ma si registrano 587 nuovi contagi, mai così tanti dall’inizio dell’epidemia. Il tasso di mortalità – secondo le stime dell’Oms – è del 3,47%. La Regione Valle d’Aosta fa sapere che i tamponi per il coronavirus eseguiti mercoledì su due pazienti sono risultati positivi. I tamponi sono stati inviati all’Istituto superiore di sanità che dovrà confermare la positività al Covid-19. Le persone coinvolte manifestano sintomatologie lievi, appartengono allo stesso nucleo familiare e una di loro era stata nelle zone a rischio contagio.



Gallera: “In Lombardia contagio in costante crescita”

Nelle aree più colpite il quadro resta molto preoccupante. Secondo l’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, la situazione del contagio da coronavirus nella regione “è in costante crescita”. L’assessore ha spiegato quanto sia “importante che tutti rispettino uno stile di vita prudente” (con poche uscite e distanza di sicurezza), non solo “gli over 65 ma, per un periodo, tutti”.

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Stazionario il neonato a Bergamo, secondo neonato positivo a Brescia

Intanto rimane stazionario il neonato di 20 giorni ricoverato nel reparto di patologia neonatale dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. I medici proseguono nel monitoraggio dei parametri e hanno confermato come il neonato respiri in autonomia senza ausilio di macchinari. Intanto un secondo neonato, come confermato dall’Agenzia di tutela della salute di Brescia, è risultato positivo agli Spedali Civili dove è ricoverato in isolamento. Il piccolo sta bene.

Scuole chiuse, allo studio fondi per le baby sitter e congedi straordinari

Sul fronte delle scuole chiuse, il ministro per la Famiglia Elena Bonetti ha detto che da parte del governo è in corso la valutazione economica riguardo la “possibilità di sostegno per i costi delle baby sitter tramite voucher“. Secondo la Bonetti è necessario inoltre adottare misure che permettano “congedi straordinari per i genitori“.

Conte avrebbe deciso di chiudere le scuole per paura dell’inefficienza del Sud

E in merito alla discutibile decisione di chiudere le scuole, secondo il quotidiano La Stampa, il premier Giuseppe Conte era inizialmente contrario: si trattava di una misura “troppo d’impatto” sul piano sociale e che avrebbe sconvolto eccessivamente la vita della popolazione. Secondo gli esperti consultati dal governo giallofucsia, inoltre, le aule chiuse sarebbero state comunque una misura inefficace. Ma a far cambiare idea a Conte, e a farlo andare addirittura contro il parere degli scienziati, sarebbe stato il timore che il contagio potesse diffondersi al Sud, dove le strutture carenti e il personale impreparato non sarebbero stati in grado di affrontare l’emergenza.

Se lo avesse detto un milanese qualsiasi, sarebbe stato accusato di discriminazione territoriale. Ma l’ha detto il premier (pugliese). Quindi, tutto a posto.

Adolfo Spezzaferro

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