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Bergamo, 15 mar – Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ne dà notizia attraverso il profilodel Comune su Twitter:  “Tante segnalazioni di persone che ancora oggi si recano con regolarità nelle rivendite per giocare d’azzardo” e decide quindi “l’immediata sospensione di tutte le attività di gioco con vincite in denaro in tutta la città“.

“Non è per questo che sono aperte le tabaccherie!”

Spiega ancora Gori sui social: “Diversi tabaccai ci hanno segnalato che tante persone (soprattutto anziane), nonostante i pressanti inviti a non muoversi di casa, si presentano regolarmente nei loro negozi per acquistare i famosi ‘grattini’ (Gratta e Vinci e altre tipologie) o per giocare alle slot o al 10eLotto”. Ma Gori specifica bene: “Non è per questi ‘articoli’ che il Decreto della Presidenza del Consiglio consente alle tabaccherie di restare aperte in queste settimane! Ho quindi firmato, pochi minuti fa, un’ordinanza che prescrive la sospensione immediata di tutte le tipologie di gioco nelle tabaccherie. RIMANETE A CASA, vi ripeto, e se in queste settimane doveste perdere l’abitudine a buttare soldi nel gioco d’azzardo…tanto meglio!” conclude severamente Gori.

Gori: “Al fronte ci sono medici e infermieri”

Ancora dolenti le note di ieri sempre di Gori, sindaco in una delle zone più colpite d’Italia: “Ho l’agenda vuota di incontri e riunioni, anche ora in Comune sono solo, mi sembra di non fare nulla, sto solo attaccato al telefono e al pc. Ma la sera arrivo a casa sfinito. Non so neanche immaginare come si senta chi lotta per la vita e la morte delle persone”. Dice ancora Gori a L’Eco di Bergamo: “Al fronte ci stanno i medici e gli infermieri. Io, rispetto a loro, sono nelle retrovie. Certo, ho dovuto prendere decisioni. È stato difficile scegliere di chiudere il cimitero. Ma l’autobus che fa la spola con la città era troppo pieno, soprattutto di anziani. E’ stato necessario invece riaprire la camera mortuaria e la chiesa perché le vittime sono troppe, 200 negli ultimi cinque giorni, e nelle camere ardenti degli ospedali non c’è più posto”.

Ilaria Paoletti

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