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Roma, 7 mar – Ci chiedevamo dove si fossero nascosti i complottisti di cui, con l’avvento del coronavirus, si erano inizialmente perse le tracce. Scriviamo al passato perché sono riemersi in tutto il loro splendore, ovviamente targato 5 stelle.

“Chi ci guadagna”? Barillari svela il complottone

Ecco tale Davide Barillari, consigliere del Lazio del partito di Grillo e Casaleggio, che si lancia in una perniciosa quanto scalcagnata teoria del complotto secondo la quale “oltre alla perdita per l’economia nazionale e internazionale, bisogna capire anche chi ci guadagna”, aggiungendo inoltre che “per capirlo ci vuol poco”.

Poveri noi scemi, dunque, che sino ad oggi ci siamo preoccupati dei sintomi della polmonite senza interessarci a chi tenga i fili di questo grottesco teatrino. Questo Roberto Saviano delle multinazionali, un supereroe de’ noantri, nomina la Vir Biotechnology, asserendo che dopo aver annunciato di voler creare un vaccino, le sue azioni al NASDAQ sono cresciute del 97%, come se queste azioni si fossero riprodotte moltiplicandosi all’infinito.

Banalmente, lo sventurato grillino intendeva dire che le azioni dell’azienda erano aumentate di valore grazie al loro acquisto da parte di investitori. Insomma, ciò che accade quotidianamente in tutti i mercati. Non ricordiamo difatti festeggiamenti per gli oltre 300 miliardi bruciati dalle borse europee negli ultimi giorni, dunque risulta difficile comprendere come mai il miglioramento della Vir Biotechnology lo si debba denunciare con quel cipiglio da investigatore rincoglionito.

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Barillari prosegue nella sua arringa. Un’altra azienda, la Top Glove che produce guanti di gomma, è cresciuta in borsa del 14%, evidenziando, nella mente di Barillari e di quelli come lui, un evidente tentativo di usura ai danni del mondo intero. Strano, penseranno, che se la domanda di guanti in gomma aumenta sensibilmente, aumenti anche il valore in borsa di un’azienda che, guarda caso, produce guanti in gomma. Dev’esserci certamente sotto qualcosa: sarà meglio avvertire Di Maio, anzi no, colgo la palla al balzo e pubblico un video in cui denuncio questo scandalo.

Indovinate quale altra azienda sta crescendo in borsa? Una società cinese che produce le mascherine che vanno a ruba di questi giorni. Gatta ci cova, pensa Barillari, dunque è tempo di formulare le accuse da presentare al tribunale penale internazionale: vostro onore, qualcuno ci sta guadagnando. Essì, è proprio così: se milioni di persone domandano guanti in gomma e mascherine, chi produce questi due beni vedrà alzarsi il proprio fatturato e, se si tratta di un’azienda quotata, probabilmente aumenterà anche il valore delle sue azioni. Concetti difficili per un consigliere regionale.

La “decrescita da virus”

Gli fa compagnia Tomaso Montanari (ma quanto è chic chiamarsi Tomaso con una emme sola?), che in primis ci fa notare che “la decrescita obbligata da virus dovrebbe darci la forza di capire che è tempo di consumare di meno”, e in secundis asserisce che vi è un risvolto di questa lezione: “Quello che riguarda la decisa frenata della turistificazione di città come Venezia e Firenze, che hanno improvvisamente perso circa la metà delle prenotazioni, e che in questi giorni appaiono belle e accoglienti come non lo erano da trent’anni”.

Intanto accoglienti per chi, dato che nessuno vi si reca e chi vi abita se ne sta in casa? Eppoi, data la brillantezza delle tesi esposte, che Tomaso andasse a parlare di decrescita e turistificazioni con i milioni di persone che campano direttamente grazie al turismo o ne traggono giovamento per via dell’indotto prodotto. E se alla fine volessero davvero azzerare la turistificazione e mettere spalle al muro le aziende di guanti e mascherine, dovremmo pretendere da Montanari e Barillari l’erogazione di un perfetto servizio di mantenimento del patrimonio artistico italiano e di diffusione di guanti e mascherine ai bisognosi, possibilmente aggratis.

Lorenzo Zuppini

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