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Roma, 9 mar – L’ondata di sommosse carcerarie che sta investendo l’Italia a causa del coronavirus si è allargata anche al carcere di Rebibbia a Roma, dove i detenuti hanno bruciato materassi e la polizia è intervenuta nel Nuovo Complesso maschile sparando lacrimogeni. L’epicentro della sommossa sarebbe l’infermeria, assaltata da alcuni reclusi. Alle ore 14 circa sono intervenute all’interno del carcere svariate squadre dei Vigili del Fuoco, per sedare alcuni focolai nei diversi bracci del penitenziario su segnalazione della Polizia Penitenziaria. Coinvolte nell’operazione squadre di Nomentano, Rustica, Funzionario di Guardia, Capo Turno provinciale con l’ausilio di un’autoscala, un’autobotte, il carro teli, il carro autoprotettori e i Carabinieri. Da dentro il perimetro del penitenziario si alzano ora colonne di fumo nero. In cielo si è alzato un elicottero dei carabinieri. 

La rabbia dei parenti

Fanpage riferisce che fuori dalla struttura si trovano decine di parenti dei detenuti: “Dentro si trovano molti malati. La polizia penitenziaria ha i guanti e le mascherine mentre noi e i nostri cari niente. Dove sta Bonafede? Dove sta il Governo?”. Stamattina molti dei parenti si erano recati per i colloqui nonostante il divieto e sono quindi stati allontanati: la tensione sarebbe salita alle stelle e da qui sarebbe partita la rivolta. Il reparto mobile della polizia di Stato sta intervenendo anche a Regina Coeli dove alcuni detenuti sarebbero saliti sul tetto per protesta.

Causa scatenante delle rivolte nei giorni scorsi è stato il decreto del Consiglio dei ministri che ha sospeso gli incontri coi familiari, onde limitare i contatti con l’esterno ed evitare possibili contagi. I detenuti vogliono sapere come potranno pagarsi le telefonate concesse per le misure straordinarie anti contagio. Inoltre richiedono anche saponi e disinfettanti e spazi adeguati per scongiurare possibili trasmissioni del virus. Da questa mattina sono 27 gli istituti penitenziari travolti dalle sommosse.

Foggia, 20 evasi

Una rivolta sarebbe invece in corso di risoluzione nel carcere di Foggia dove sarebbero evasi oltre 50 i detenuti evasi, come si può vedere nel video pubblicato qui sotto: le forze dell’ordine ne avrebbero poi bloccati una trentina. Grazie alla mediazione di un dirigente della polizia, parte dei detenuti starebbe rientrando nella struttura.  I commercianti che si trovano nelle vicinanze della casa circondariale sono stati invitati dalle forze dell’ordine a chiudere i locali.

L’impressionante evasione dal carcere di Foggia 

San Vittore, detenuti sul tetto

Nel carcere di San Vittore a Milano i detenuti sono saliti sul tetto mentre si alzano colonne di fumo nero da alcune celle del lato Sud, dove alcuni reclusi hanno incendiato masserizie ed oggetti. Dall’interno della struttura provengono urla e il frastuono provocato dal battere incessante di ogetti contundenti contro le grate e i muri. Sul posto sono arrivate le volanti di Polizia. Secondo Adnkronos i detenuti sarebbero riusciti ad impossessarsi di alcune chiavi di servizio. Al momento sul posto ci sono il Pm Nobili, il collega di turno Gaetano Ruta e il questore di Milano Sergio Bracco.

Cristina Gauri

6 Commenti

  1. Sono DELINQUENTI ????

    NESSUNA PIETA’

    Solidarietà totale agli agenti del Pol. Penitenziaria , ed alle FF.OO. intervenute .

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