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Milano, 9 mar – L’emergenza coronavirus affossa le Borse di tutto il mondo. Con un prevedibile effetto domino, i mercati europei prima e Wall Street dopo, sulla scia del fortissimo ribasso delle Borse asiatiche, registrano un crollo pauroso. Le piazze ùsono schiacciate anche dal ribasso fortissimo del petrolio (anche -30%, il calo peggiore dal 1991, poi -20%). A pesare è la paura per la diffusione sempre più ampia del coronavirus, che ha reso necessarie le misure drastiche di contenimento varate da alcuni Paesi, tra cui l’Italia. Nonostante in tanti – non solo nel mondo della politica ma anche in quello finanziari – sono a chiedere la chiusura di Piazza Affari, l’ipotesi per il momento è esclusa dai vertici di Borsa Italiana e dalla Consob, secondo cui non ci sarebbero attacchi speculativi. Risultato: Milano stamattina ha faticato molto ad aprire per eccesso di ribasso e, una volta partita, è arrivata a perdere fino a oltre l’11%, ai minimi in 14 mesi. E’ il calo peggiore dal 2016, dovuto al referendum sulla Brexit. Il crollo di oggi riporta il Ftse Mib di Piazza Affari ai valori del 4 gennaio 2019 e in pratica azzera i progressi fatti nel 2019, quando la Borsa di Milano guadagnò il 28% risultando la migliore in Europa. Da inizio 2020 il bilancio del listino milanese è di -20%.



Le Borse europee perdono oltre l’8%

Molto male anche il resto delle Borse europee: A Parigi il Cac 40 cede l’8,50%, l’Ftse 100 di Londra perde l’8,39%, il Dax di Francoforte cede l’8,40% e Madrid perde il 8,68%. Da segnalare il caso a sé della Borsa di Zurigo, che limita le perdite rispetto agli altri indici azionari europei cedendo meno del 4%. Lo spread fra Btp e Bund è schizzato fino a 230 punti contro i 178 della settimana scorsa, per poi assestarsi in area 212 punti.

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Wall Street affonda in apertura, crollo del 7%

Anche Wall Street affonda in apertura in pieno panico per il crollo del petrolio e le conseguenze economiche del coronavirus. Il Dow Jones cede il 6,8%, il Nasdaq il 7,12% e lo S&P 500 il 7%: il crollo di oltre il 7% ha fatto sospendere gli scambi per 15 minuti. La sospensione delle contrattazioni alla Borsa di New York non si vedeva dal dicembre del 2008. E le Borse europee estendono le perdite dopo il tonfo di Wall Street.

Euro sfiora 1,15 dollari

Sul mercato valutario l’euro ha sfiorato nella notte quota 1,15 dollari ed è ai massimi da gennaio 2019 nei confronti della divisa Usa all’apertura dei mercati finanziari continentali. Il cambio si attesta a 1,1469 mentre venerdì sera segnava 1,1322. Si teme una diffusione del coronavirus negli Stati Uniti e l’attenzione è rivolta alle possibili decisioni delle banche centrali per contrastare gli effetti negativi dell’epidemia sull’economia. A tal proposito giovedì ci sarà la riunione della Banca centrale europea.

A dar via al crollo sono state le Borse asiatiche

A dar via al crollo dei mercati sono state le piazze asiatiche. A Tokyo l’indice Nikkei 225 segna un ribasso del 6,14%, mentre a Seul il Kospi viaggia su un ribasso del 4,26%. Forte calo anche per le Borse cinesi: a Shanghai l’indice Composite segna un ribasso del 2,89%, mentre l’indice Component della Borsa di Shenzhen è in calo del 3,51%. Peggio ancora Hong Kong, dove l’indice Hang Seng segna un ribasso del 3,78%, mentre Singapore lascia sul terreno il 4,7%. In calo anche a Taiwan, che perde il 2,64%.

Adolfo Spezzaferro

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