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Palermo, 27 feb – Musumeci contro tutti. Dopo gli appelli – rimasti inascoltati – al premier Conte per evitare che i 194 immigrati della Sea Watch sbarcati stamattina venissero quarantenati nell’hot spot messinese, adesso il presidente della regione Sicilia se la prende con i turisti provenienti da Lombardia e Veneto, regioni-focolaio del coronavirus, e senza mezzi termini consiglia loro di restare a casa. I casi di trasmissione confermati di Palermo e Catania, relativi a persone in viaggio da Milano e Bergamo verso la Sicilia, hanno allarmato il governatore che ha quindi optato per la “gentile esortazione” a starsene ognuno a casa propria. “Voi immaginate se il focolaio fosse nato in Sicilia e un siciliano avesse portato il coronavirus in Lombardia o in Veneto? Potevamo scappare”.



Musumeci invoca controlli maggiori: “Tutto può accadere, ma se ci fossero controlli minimi all’accesso in Sicilia eviteremo alcune situazioni”, spiega. “Nessuno vuole alimentare polemiche ma è mai possibile che la gente arriva dalla Lombardia e dal Veneto e nessuno controlli? Quanta gente arriva dal Nord in treno e nessuno li controlla alla stazione di Messina. Eppure lo Stato ritiene di avere fatto tutto quanto era necessario nel controllo dei passeggeri in arrivo. Se un cittadino arriva dal Nord avverte il senso di responsabilità di comunicarlo alle autorità sanitarie, lo tengono sotto monitoraggio. Intanto sarebbe bene non arrivassero turisti dal Nord”. 

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Le parole del governatore, pronunciate a margine della presentazione del progetto Garanzia giovani 2, sono state poi ufficializzate in una nota diffusa dalla presidenza della Regione stessa. “L’ho detto, e lo ripeto, i turisti provenienti dalle zone gialle farebbero meglio a rimandare di qualche settimana il loro arrivo in Sicilia. Il mio è un appello alla prudenza, nell’interesse di tutti. La Sicilia è e resta, finora, una regione sicura, dove trascorrere la vacanza in un clima assai propizio. Per questo da giorni invito tutti, anche certa stampa, a non fare terrorismo psicologico. In ogni caso, chi arriva da una zona colpita dall’epidemia ha il dovere di informare le autorità sanitarie siciliane, come stabilito dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri”.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. …il ” regno delle due Sicilie “…..magari venissero al sud per investire soldi..ma non ci sperare…nessuno lavora in perdita per ingrassare il ” parlamento siculo”…

  2. Certo.Però la S. W. ha scaricato il suo carico nella regione governata da lui.
    Adesso torna a dire minchiate.
    Da nord a sud questo sfortunato paese ha politici da operetta.

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