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Milano, 22 feb – Sono ora 39 i contagiati da Coronavirus in Lombardia, 11 in Veneto. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana lo ha spiegato nella conferenza stampa appena conclusa. Tutti i casi lombardi si circoscrivono nella stessa area a sud di Lodi.

Gallera (Welfare Lombardia): “Misure positive”

“Il messaggio che ci teniamo a dare è che nell’area del focolaio le misure messe in campo sono efficienti e positive. La gente non gira, resta nel proprio domicilio, ed è questa la cosa che ci interessava” dichiara l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. “L’obiettivo è contenere il più possibile la situazione, evitare il più possibile la veicolazione del virus”, ha detto Gallera, aggiungendo che “ieri il comune di Cremona ha deciso di chiudere le scuole e di cancellare le manifestazioni come il Carnevale e il comune di Pavia sta valutando adozione delle stesse misure”. Nella medesima conferenza stampa l’assessore lombardo al Welfare ha escluso “casi a Milano”.

Caso sospetto in Umbria

Nel frattempo, l’Ansa riferisce di un caso sospetto in Umbria. La persona che è sospetta di essere contagiata da coronavirus attualmente in isolamento. Secondo quanto riferisce la Regione “presenta sintomi respiratori e avrebbe avuto contatti in tempi recenti con un soggetto che appare abbia contratto l’infezione da coronavirus in Lombardia”. Le organizzazione sanitarie umbre si sono attivate per “ospedalizzare la persona con i sintomi e mettere in sicurezza tutti i contatti, al fine di annullare il rischio della collettività”.

Catalfo (Lavoro): “Contromisure per i lavoratori”

Intanto, il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo dichiara: “Da ieri, insieme all’Inps, stiamo monitorando gli sviluppi della situazione” sul Coronavirus “e studiando le contromisure da adottare per i lavoratori delle aziende situate nell’area interessata dall’ordinanza del Ministero della Salute d’intesa con la Regione Lombardia”. “Una l’abbiamo già individuata ed è quella di concedere loro la Cassa integrazione ordinaria (Cigo): trattandosi di un evento imprevedibile, qual è questo, non c’è bisogno di una norma ad hoc”.

Ilaria Paoletti

4 Commenti

  1. Siamo ridotti a rincorrere un virus al quale piacciono i luoghi affollati, i ristoranti, i voli.
    E c’è qualcuno che si ostina a farci credere che basta lavarsi bene le mani.

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