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Casalpusterlengo, 24 feb – Un’altra testimonianza sul coronavirus che fa pensare quella di P., ragazza di Casalpusterlengo in Lombardia (dove siamo arrivati purtroppo a 6 decessi) che ha ricevuto pochi giorni fa la chiamata del presidio sanitario locale: un suo amico è stato contagiato e lei dovrà restare in quarantena fino al 4 marzo. Nel frattempo, però, nonostante la buona volontà dei sindaci, nel paese lombardo e in quelli limitrofi regna la poca informazione e la paura.

I contatti con il “paziente 1”

“Hanno bloccato i varchi, ci sono i carabinieri alle rotonde che non fanno uscire i cittadini dalla zona rossa” ci racconta P. che vive a Casalpusterlengo. “Ieri sono stata chiamata dall’Ats (azienda tutela salute) di Milano perché avevano appena ricevuto l’esito positivo del tampone di un mio amico col quale ero giovedì 20 febbraio ad una festa” racconta ancora la donna. “Hanno chiamato tutti i presenti alla festa e tutte le persone con le quali lui è stato a contatto da sabato 15 febbraio”; l’amico della ragazza, infatti ha visto il 38enne di Codogno il 15 di febbraio ad un aperitivo. Il personale sanitario ha imposto alla ragazza la quarantena da giovedì 20 febbraio a mercoledì 4 marzo: “Mi hanno chiesto se avessi sintomi e che se fossi stata male avrei dovuto chiamare il 112, ma che il tampone non me lo avrebbero fatto perché appunto finora non ho avuto gravi sintomi se non mal di gola e raffreddore” ci informa. “Ho chiamato immediatamente il 112 e loro mi hanno detto di chiamare 80089454 ma la linea era intasata e non squillava neanche“. Con molte difficoltà, P. riesce a parlare con il numero speciale creato per l’emergenza: “Ha risposto una signora che mi ha chiesto se avessi sintomi quali febbre alta e forte malessere. Le ho risposto che non per forza devono esserci sintomi, per esempio il mio amico risultato positivo sta bene, e insistendo sono riuscita a farmi lasciare il numero dell’ATS di Lodi”. Qui, finalmente, un po’ più di chiarezza: “Una signora molto gentile mi ha fatto delle domande (dove abiti, sei stata a contatto con un paziente, quando, che sintomi..) e finalmente mi ha messa in lista ‘d’urgenza’ per il tampone. Verranno entro qualche giorno a farmelo”.

Confusione e poche informazioni

Nel frattempo, sul fronte delle informazioni sulla gravità del virus e sul contagio c’è molta confusione: “Io le ho ricevute da medici e biologi che conosco: non ho paura di contrarre il virus, piuttosto temo che lo contragga qualcuno nella mia famiglia che non ha la mia salute”, risponde P. “Purtroppo però molti concittadini queste cose non le sanno, o non le vogliono capire. Molta gente è nel panico e pensa si tratti di peste o ebola: i nostri sindaci  si stanno veramente dimostrando in gamba. E’ giusto che dicano di rimanere in casa il più possibile” commenta P. “è giusto che blindino i comuni con i militari perché non possiamo far sì che un virus di cui non si hanno cure né vaccini corra liberamente in tutta Italia, però bisognerebbe bene rimarcare il perché di queste precauzioni“.

Supermercati e farmacie aperti

“A Casalpusterlengo mi accorgo che la gente queste cose non le sa, molte persone vedendo le macchine dei carabinieri che impediscono di uscire dal comune, si spaventano e pensano che la morte sia dietro l’angolo” ci informa ancora P. Poi una buona notizia: “Non ci sono grandi difficoltà a reperire generi alimentari e medicine. Sicuramente supermercati e farmacie sono presi d’assalto, ma comunque sono sempre aperti. Ieri i supermercati si davano i turni, facevano mettere la gente in coda fuori ed entrare a piccoli gruppi. Oggi invece si può entrare normalmente”. Tuttavia, la sensazione di insicurezza è diffusa: “Le persone fanno le scorte di cibo e acqua. Le farmacie sono aperte, stanno lavorando a porte chiuse, non entra nessuno e i farmacisti servono da uno spazio lasciato tra le porte scorrevoli o in altri casi direttamente dallo sportellino come fosse un turno di notte. Anche fuori dalle farmacie c’è la coda, un sacco di gente chiede le mascherine ma sono esaurite, stessa cosa per i disinfettanti mani. Anche per le medicine le persone stanno facendo le scorte, soprattutto di antipiretici”. Le persone escono, ma adottando delle precauzioni: “C’è gente in giro, quasi tutti con le mascherine  sicuramente più gente rispetto ai primi due giorni“.

Ilaria Paoletti

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