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agnelliCastiglion Fiorentino, 12 giu – Mario Agnelli da un anno è il sindaco di Castiglion Fiorentino, una splendida cittadina medievale della provincia di Arezzo per lunghi anni governata dal Pd, partito riuscito nell’impresa di lasciare un deficit di 9 milioni di euro in un comune di 13 mila abitanti. Eletto con una lista civica che ha ottenuto il 63% dei voti, battendo nettamente proprio il Partito Democratico locale, Agnelli da buon toscano parla chiaro, senza peli sulla lingua, ma non perde mai quel giusto self control sinonimo, almeno nel suo caso, di signorilità.

Pochi giorni fa il sindaco di Castiglion Fiorentino ha diffuso un comunicato stampa dove evidenzia lacune e contraddizioni della normativa nazionale sull’accoglienza dei cosiddetti migranti.

Sindaco, nel comunicato da lei diffuso ha scritto chiaramente:“faccio enorme fatica a spiegare a tutti coloro, e almeno a Castiglion Fiorentino ce ne sono molti, che non hanno un lavoro, non hanno un’abitazione e non riescono a mandare avanti la propria famiglia, che alla loro emergenza al momento non vi è rimedio, mentre se ne trova per la prima accoglienza di migliaia di migranti.” Il suo è un appello al Ministero dell’Interno. Cosa dovrebbe fare, nel caso specifico, a suo avviso?

Innanzi tutto informare per tempo i comuni valutando con le locali amministrazioni la fattibilità di tali provvedimenti. Sa invece cosa succede? La Prefettura ci invia una lettera, con un preavviso di meno di 24 ore, nella quale viene comunicato l’arrivo di cittadini stranieri nel territorio comunale. Decisione presa unilateralmente dal Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno.

In sostanza, quindi, un’amministrazione comunale è costretta a subire una decisione del Ministero senza neppure far pervenire ad esso il proprio parere a riguardo?

Esatto, ma le dirò di più. Anche se avessimo tutto il tempo necessario per comunicare il nostro punto di vista a riguardo, saremmo comunque costretti a ricevere nel nostro territorio queste persone senza poterci opporre in alcun modo. Per il semplice motivo che i cittadini stranieri vengono destinati a strutture private. Nel caso specifico di Castiglion Fiorentino i nuovi arrivati sono accolti presso Villa Fontesecca, tramite la Fraternita dei Laici che si è aggiudicata il bando di assegnazione. Praticamente c’è tutto un iter che parte dal Ministero dell’Interno e giunge fino alle strutture ricettive private locali che bypassa le amministrazioni comunali.

Lei giustamente sottolinea che “il tanto sbandierato modello toscano” non risponde all’emergenza poiché molti comuni, magari di piccole dimensioni, si ritrovano ad accogliere nuovi stranieri. Mentre altri non vengono neppure presi in considerazione. E’ così?

E’ un dato di fatto. Non c’è nessuna condivisione del problema immigrazione, tantomeno ripartizione equa. Non siamo di certo degli insensibili, ma qualcuno dovrebbe spiegarci come possiamo assicurare la sicurezza dei nostri cittadini e pure dei nuovi arrivati in questo modo. E soprattutto nessuno si preoccupa di verificare le condizioni: ambientali, sanitarie, economiche. Siamo davvero in grado di accogliere queste persone? Le strutture in cui vengono accolte sono idonee? Nessuno interpella gli unici in grado di fornire risposte consone: ovvero le amministrazioni comunali.

Eugenio Palazzini

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