Napoli, 5 gen — Avrebbe potuto degenerare in tragedia il raptus di follia di un immigrato, un albanese di 49 anni, che lunedì ha aggredito tre vigilantes con l’acido muriatico ferendone uno, per fortuna non in maniera grave.

Albanese attacca agenti con l’acido muriatico

L’episodio si è verificato all’Ospedale Loreto Mare di Napoli. L’aggressione è avvenuta attorno alle ore 16,00, quando lo straniero ha tentato di eludere la sorveglianza all’ingresso per poter accedere al reparto in cui era ricoverata la moglie. Lì ha trovato la porta sbarrata dalle tre guardie giurate, le quali hanno tentato di spiegargli che l’accesso ai reparti è  possibile solo dopo un tampone Covid negativo.

Ma l’albanese, lungi dal recepire la spiegazione e di conseguenza adeguarsi ai protocolli Covid ancora in vigore nelle strutture sanitarie, ha dato prima in escandescenze e poi, dopo aver messo le mani su di una bottiglia di acido muriatico, l’ha aperta tentando di cospargere il pericoloso contenuto sui vigilantes. Il getto ha colpito in pieno una delle tre guardie che ha però avuto la prontezza di riflessi di coprirsi il volto con la mano e il braccio, rimaste ustionate.

L’arresto

Sul posto sono intervenuti gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, di ronda per il servizio di controllo del territorio, su disposizione della Centrale Operativa. Dopo una breve colluttazione gli agenti di polizia sono riusciti a fermare l’albanese che ancora brandiva la bottiglia di acido muriatico, spargendola tutt’intorno a sé. Lo straniero è risultato essere irregolare sul territorio nazionale e con precedenti di polizia; è stato denunciato per lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. La guardia giurata ferita, invece, se l’è cavata con ustioni poco profonde ed è stato trasferito all’Ospedale Vecchio Pellegrini della Pignasecca per essere curato. Dalle prime ricostruzioni è emerso che nei giorni precedenti l’immigrato si era già recato in visita alla moglie per portarle cibo e alcuni oggetti personali, ma senza creare alcun problema.

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Cristina Gauri

 

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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