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Il ritorno dei Pink Floyd a 50 anni da The Dark Side of the Moon

by Andrea Bonazza
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Roma, 5 gen – I loro pezzi hanno entusiasmato fans in tutto il mondo fin dagli albori, in quel lontano 1967, con l’album esordio The Pipers at the Gates of Dawn. All’alba di questo 2023, però, è The Dark Side of the Moon, vera pietra miliare del Classic rock targato Pink Floyd , a festeggiare il suo 50° anniversario. L’album venne registrato agli EMI Studios, da allora ribattezzati Abbey Road Studios, nel 1972 e nel 1973. Sebbene l’annuncio ufficiale di un’edizione audio ampliata per celebrare l’occasione non sia ancora stato fatto, l’editore di un libro commemorativo ha fatto trapelare la notizia di un cofanetto di lusso.

La faccia oscura della luna

Pubblicato nel marzo 1973, The Dark Side of the Moon raggiunse la vetta della classifica delle vendite negli Stati Uniti su Billboard il 28 aprile, per non tornare mai più al numero 1. Raggiunse il secondo posto nel Regno Unito, dove è diventato il settimo album più venduto di tutti i tempi. Abbastanza ironico per uno degli album più venduti di sempre, con vendite mondiali di circa 45 milioni di copie. L’album segna l’approdo di nuove sperimentazioni musicali che i Pink Floyd andavano operando sia ai concerti che in registrazione. In the Dark Side of the Moon, i Pink Floyd riducono le lunghe parti strumentali rispetto ai lavori precedenti, divenute ormai una caratteristica del gruppo, lasciando più ampio spazio ai testi di Roger Waters, allargando così la già vasta clientela all’ascolto. Testi ricercatissimi, incentrati su temi filosofici e che penetrano nel “lato buio” dell’animo e della psiche, cui il titolo metaforicamente fa riferimento. Tra i temi affrontati nel concept album troviamo il conflitto interiore, il rapporto con il denaro nella celebre Money, il trascorrere del tempo, la morte, il rapporto conflittuale con l’altro da sé e l’alienazione mentale. Quest’ultimo ispirato in parte dal crollo psichico sofferto da Syd Barrett, membro fondatore e principale compositore e paroliere del gruppo fino dal suo esordio nel 1968.

I Pink Floyd a Pompei

Un capolavoro cinquantenne

Il libro, Pink Floyd: The Dark Side Of The Moon: The Official 50th Anniversary Book , uscirà nel Regno Unito il 1 marzo, tramite l’editore Thames & Hudson, nell’anniversario della data di uscita originale dell’album. L’edizione statunitense è prevista invece per il 7 marzo, ma in tutto il mondo i fans della band attendono già con impazienza che il prodotto raggiunga il proprio Paese. Ancora nulla è però trapelato sul prezzo di copertina che, c’è da giurarci, non sarà minimamente “proletario”. Gli autori dell’opera sono gli stessi Pink Floyd, mentre la fotografa è affidata a Jill Furmanovsky e l’art director di lunga data dei Floyd, Aubrey Powell. Dall’annuncio dell’editore: Il pacchetto, delle dimensioni di un album, presenta fotografie rare e inedite del backstage e sul palco, soprattutto scattate nei vari tour di promozione dell’album tra il ’72 e il ’75, rivelando la concezione visiva dell’iconica copertina originale dell’album. Progettato da Pentagram secondo standard elevati, questo libro ufficiale commemora la band e l’album cinquant’anni dopo il suo fortunatissimo debutto. La grande novità della nuova edizione audio è stata espressa dalla band con un: “l’annuncio del libro vedrà anche il lancio di un cofanetto di lusso contenente una riedizione dell’album insieme a numerosi articoli musicali correlati”.

I Pink Floyd nelle immagini di Furmanovsky e Powell

129 candide fotografie in bianco e nero di Storm Thorgerson, Furmanovsky, Powell e Peter Christopherson documentano il suono le verifiche, le sfilate e gli after show. Una recensione del concerto di Wembley dell’ottobre 1972, originariamente pubblicata su Melody Maker, ripercorre invece una delle esibizioni più celebri dei Floyd. Non per ultimo, un elenco completo delle date del tour. Nel corso della sua carriera, Furmanovsky ha fotografato alcuni dei più grandi musicisti al mondo. Rolling Stones, Bob Dylan, Oasis e moltissimi altri, come appunto i Pink Floyd, sono stati immortalati dall’obiettivo del famoso fotografo. Ma è stato proprio durante la registrazione di The Dark Side Of The Moon, e durante il tour dell’album nel Regno Unito, che Furmanovsky si è fatta un nome diventando fotografa ufficiale della band.

Aubrey ‘Po’ Powell, invece, ha co-fondato l’agenzia di design Hipgnosis con Storm Thorgerson nel 1968, creando nei successivi 15 anni alcune delle copertine di dischi più iconiche per artisti come Pink Floyd, Led Zeppelin, Paul McCartney e Genesis. Powell è attualmente direttore artistico dei Pink Floyd, responsabile della progettazione e cura della mostra da record “Pink Floyd: Their Mortal Remains”, che è stata presentata in anteprima per cinque mesi nel 2017 al V&A di Londra. Attualmente la mostra è a Montreal fino al 5 febbraio 2023.

Andrea Bonazza

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11 comments

fabio crociato 5 Gennaio 2023 - 5:43

Era la musica preferita dai tossici di tutto il mondo (eroinomani in testa). Chissà perché ?!
Chi scrive, buon per lui, non ha nemmeno la più pallida idea dei disastri che ha favorito ed accompagnato questa musica degenerata e degenerante. Underground… cimiteriale per molti. Rincoglionente per molti di più.

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Primula Nera 6 Gennaio 2023 - 1:12

Uno dei dischi più sopravvalutati di sempre, l’inizio della fine per i Pink Floyd, che qui hanno portato a pieno compimento quella normalizzazione del suono già iniziata con i pur pregevoli “Atom heart mother” e “Meddle”. Di certo questo “Dark side of the moon” è lontano anni luce, per bellezza e creatività, al meraviglioso “The Piper at the gates of dawn”.

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Evar 11 Gennaio 2023 - 3:01

Capolavoro assoluto e pietra miliare del prog rock psichedelelico
Tra l’altro le due hits più famose e trascinanti dei Floyd (concept albums makers da sempre, a parte i tempi sbracati e poco significativi di Arnold Layne) sono “Money” e “Time” e sono contenute entrambe in questo album. Basti solo questo ai due ultracrepidians di sopra, che oltre a Casadei e Castellina Pasi non dovrebbero esprimersi.

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Primula Nera 11 Gennaio 2023 - 8:48

Caro(si fa per dire…) Evar, proprio sul rock penso di potermi esprimere visto che ho ascoltato nella mia vita diverse migliaia di dischi . Ma già parlar male di “Arnold Layne”( uno dei capolavori assoluti dell’era Barrett e di tutta la musica psichedelica britannica) per osannare un pezzo pop ruffianotto e ultracommerciale come “Money” , dice veramente tanto sulle sue competenze musicali. Torni ad ascoltare i Maneskin va….

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Primula Nera 11 Gennaio 2023 - 8:56

Questo disco ,tra l’altro, non è nè prog nè psichedelico ; al limite potremmo definirlo pop sofisticato con qualche venatura sperimentale (è indubbio che sia stato prodotto bene). Critici musicali di una certa rilevanza (penso, ad esempio, a Piero Scaruffi) ne hanno giustamente ridimensionato il valore.

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Evar 12 Gennaio 2023 - 3:01

EC: psichedelico – concept album makers – ultracrepidarians

Non so però che utilità possa avere questa operazione; forse qualche boomer come me comprerà libro e/o cofanetto per nostalgia o come regalo al figlio che ascolta l’orrendo e delirante trap, sperando (speranza vana) di rieducarlo alle sane dottrine musicali.

Il problema del gruppo è che presto si è rovinato. Ricordo un concerto dell’87 +/- trasmesso in tv, loro puliti, sbarbati e di bianco vestiti e sul palco quattro ragazze sculettanti in minigonna. Era per me inguardabile, ovviamente cambiai subito canale, non erano i PF che ricordavo e per le minigonne accattivanti bastavano quelle di Agnetha degli Abba o di Marina dei Ricchi e Poveri.

Piaccia o non piaccia i veri PF erano quelli di “Pink Floyd At Pompei”, strafatti come scimmie, ma geniali come volpi.

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Evar 13 Gennaio 2023 - 10:24

Psyco Ciccio, ma non hai nulla di meglio da fare che guardare i tuoi post di una settimana prima? E così mi hai rovinato la posizione del secondo post che doveva finire sotto il precedente.

Comunque imposta su gogol: “The Dark Side of the Moon” genere musicale

e vedrai c’è di tutto, quello che dici tu e quello che dico io, dal pop alla fusion compreso prog e psych, in un sapiente amalgama: anche per questo è un grande capolavoro.

Quanto al musicalmente modesto Arnold Layne sai almeno di cosa tratta il testo?
Esserne paladino per colui che sfruguglia gli LGBT sotto altri nick è quantomeno singolare (o forse indicativo di vere tendenze…).

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Primula Nera 13 Gennaio 2023 - 3:44

A parte che non ho altri nick a parte questo (anzi ne ho solo un altro con il quale parlo esclusivamente di musica in altri siti…). Certamente “Arnold Layne” parla di un travestito, ma non fa di questo l’apologia, piuttosto racconta il tutto in maniera poetica e surreale com’ era abitudine della psichedelia del periodo. Poi anche i Velvet Underground o i Kinks (e non parliamo di David Bowie o del Glam),per dire, hanno trattato tematiche simili, buttiamo anch’essi nel cassonetto ? Può impostare “gogol” su cosa le pare, “Dark side of the moon” ha veramente quasi nulla di psichedelico o prog nel senso tradizionalmente inteso. I Pink Floyd hanno avuto un esordio folgorante “The Piper at the gates of dawn” (uno dei dieci dischi più grandi di tutta la storia del rock) e singoli meravigliosi (la citata “Arnold Layne”,ma anche “See Emily play” e le altre non erano da meno…) ; con l’addio di Barrett ,sfornarono un altro capolavoro assoluto “A saucerful of secrets” , poi poco alla volta il loro suono si è andato normalizzando ; da “Dark side of the moon” in poi è iniziata l’era dei concept album (anche per coprire un calo d’ispirazione assai evidente). Il loro produttore Alan Parsons ha fatto qualche disco sullo stesso stile (“I robot” non è neanche inferiore a questi…). Gruppi tedeschi anni ’70 come gli Eloy o i Jane hanno realizzato una mezza dozzina di dischi (sullo stesso stile) superiori a questo e non se li caga nessuno. Nella vita ci vuole fortuna…

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Evar 14 Gennaio 2023 - 4:28

Certo, certo, come no, primus negare; stesso incipt di quando ti avevano “battezzato” Lucio su Giornalettismo e andavi puntuale come un orologio a scassare la banda lgbt di ValerioxX, Paquito, Siria e compagnia bella sempre con un nome diverso (eh sì, so anche questo…).

Indubbiamente sei preparato in musica, purtroppo non bene.
Butteresti via Guernica esaltando una litografia del primo Picasso, ma tant’è…

Ricordo che nella classifica dei 100 LP da salvare stilata da (mi pare) “Per voi giovani” e pubblicata su “Ciao 2001” apparivano solo due lavori dei PF (“The Dark” non era ancora uscito):
n.1 UMMAGUMMA (vincitore assoluto)
n.6 ATOM HEART MOTHER
Il primo non mi ha mai appassionato molto, la vacca ce l’ho e ho consumato un paio di puntine ad ascoltarlo. Dei tuoi citati manco l’ombra ed a parer mio a ragione.

Termino qui perchè io ho chiuso col rock nell’82 e sono passato al blues di ogni genere, con particolare preferenza per il fingerpicking di chitarra acustica che resta la mia musica preferita, anche se ormai la ascolto si rado.

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Evar 14 Gennaio 2023 - 6:51

Toh, guarda, l’ho trovata in rete la mitica classifica che mi aiutò a costruire la mia collezione.In effetti ricordavo male:

– “The Dark” era già uscito ed era n.12
– “A Saucerful” c’era ed era n.48

https://www.musicaememoria.com/per_voi_giovani_la_classifica.htm

Enjoy.

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brutta ciao 15 Gennaio 2023 - 8:22

Le frequenze (Evar, sai cosa sono le frequenze?), sopportabili ai tempi dei maiali, erano i CCR, J.TULL e pochi loro affini. Un po’ di canti gregoriani in penitenza sui ceci e poi i Carmina Burana potrebbero portarti ad un silenzio migliorativo…

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