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Seferovic KyengeModena, 16 nov – Il pupillo della Kyenge torna a far parlare di sé. Si tratta del 28enne di origini bosniache Senad Seferovic, protagonista, qualche notte fa, di un inseguimento da film americano sull’A4. Erano circa le 2 di notte, quando l’auto, una Citroen Xara, ha forzato un posto di blocco nella zona di Castelnuovo del Garda in provincia di Verona, dandosi poi alla fuga a gran velocità. I malviventi hanno percorso ben otto chilometri contromano sull’autostrada, poi hanno speronato una vettura dei Carabinieri. I militari hanno esploso tre colpi, alla fine i fuggitivi hanno forato una gomma. Ma non contenti, una volta raggiunti, hanno dato vita ad una colluttazione con le forze dell’ordine. Alla fine gli uomini dell’Arma sono riusciti ad arrestare solo uno dei malviventi, mentre gli altri sono fuggiti. Nella Citroen Xara sono stati trovati arnesi da scasso e radio ricetrasmittenti. L’uomo arrestato dai carabinieri è appunto Senad Seferovic, abitante del campo nomadi di Modena e pluripregiudicato per reati contro il patrimonio.

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Poco più di 4 anni fa nel 2012, era balzato agli onori delle cronache per la battaglia condotta in suo favore da un’allora sconosciuta consigliera provinciale di Modena in quota Pd, che da lì a poco sarebbe stata destinata ad una rapida quanto breve carriera: Cecile Kyenge. Senad e il fratello Andrea, infatti, erano stati trovati senza documenti durante un controllo ed erano stati portati, a norma di legge, al Cie di Modena, in attesa che le autorità competenti riuscissero a ricostruire la loro esatta provenienza e a rispedirli a casa. Dalle verifiche risultò che i fratelli avevano entrambi precedenti con la giustizia ed erano, di fatto, senza alcuna cittadinanza. Rom di origine bosniaca, erano nati e cresciuti in Italia, senza fissa dimora e senza mai chiedere la naturalizzazione e dunque apolidi. Due fantasmi burocratici. Una situazione potenzialmente vantaggiosa per chi sceglie uno stile di vita interamente basato sull’illegalità. La Kyenge si interessò al caso e condusse una vera e propria battaglia politica, riuscendo alla fine a far liberare questa vittima della xenofobia e delle leggi razziste italiane, facendone quasi un martire.

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Le foto datate 2012 ritraggono la Kyenge e Seferovic mentre, sorridenti, fanno con le dita il segno della vittoria. Davvero un bel risultato, visto che, appena rimesso in libertà grazie all’interessamento del futuro ministro e deputato europeo, Senad Seferovic fece perdere le sue tracce. Dopo pochi mesi, nell’aprile 2013, era stato nuovamente arrestato per furto di rame, venendo sottoposto alla misura di sorveglianza speciale, che ha puntualmente infranto. Nel 2015 era stato di nuovo sorpreso mentre rubava gasolio da un tir parcheggiato nella prima periferia di Modena. Per la folle corsa sull’A4 è accusato di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Nel corso dell’interrogatorio in aula ha cercato di difendere i suoi amici, spiegando di conoscerli a malapena: «So solo il nome di uno», ha detto. E la corsa impazzita? «Stavamo andando in discoteca», si è difeso in modo decisamente non plausibile. Lunedì mattina si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto, con il giudice che ha disposto la custodia in carcere.

Roberto Derta

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4 Commenti

  1. nessun commento può essere postato senza infrangere disposizioni di legge.Comunque,bella carriera,complimenti ad entrambi.

  2. La zozza Kienge ed i parassiti da lei protetti avranno ciò che si meritano. Non vogliamo gente come loro in casa nostra. Perché l’Italia è casa nostra e non della negra, che è nativa del Congo. Morisse lei e tutti i sinistronzi.

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